BERNA
18.08.2017 - 12:040

Tarmed, i medici lavoreranno ancora alla revisione

Lo faranno nonostante la decisione del Consiglio federale di procedere ad un adeguamento in assenza di un accordo fra partner

BERNA - I medici continueranno a lavorare ad una revisione globale del tariffario delle prestazioni ambulatoriali, anche dopo la decisione del Consiglio federale di procedere ad un adeguamento in assenza di un accordo fra partner.

A loro avviso, l'intervento deciso mercoledì dal governo non rispetta i principi fissati della LAMal e metterebbe a rischio le cure ambulatoriali, causando un aumento dei costi sanitari.

La decisione del Consiglio federale, che entrerà in vigore a partire dal 2018, indebolisce le dure ambulatoriali di qualità e al miglior prezzo, sostiene la Federazione dei medici svizzeri (FMH). «Un simile intervento rende l'applicazione delle tariffe ancora più complessa e aumenta il carico amministrativo, a scapito del tempo dedicato al contatto diretto con il paziente», ha detto il presidente Jürg Schlup.

L'articolo 43 della LAMal prevede che le convenzioni tariffali vengano stipulate secondo le regole dell'economia, ma la decisione del governo non rispetta questo principio. Per questo i medici intendono realizzare una revisione globale del tariffario medico (TARMED) assieme ai partner tariffali.

«L'obbiettivo è una revisione globale sostenibile», ha precisato Urs Stoffel, membro del Comitato centrale della FMH e responsabile del settore Medicina e tariffe ambulatoriali. Oltre 150 esperti della varie discipline, suddivisi in una trentina di gruppi di lavoro, stanno lavorando a un progetto di revisione (TARCO) che sarà sottoposto ai partner tariffali prossimamente e presentato al Consiglio federale il prossimo giugno.

Per frenare il continuo aumento dei premi della casse malattia, sarebbe più efficace uniformare il finanziamento delle prestazioni ambulatoriali e ospedaliere. Gli studi dimostrano infatti che in questo modo sarebbero possibili risparmi di un miliardo l'anno, sostengono i medici. Oggi sempre più pazienti possono essere curati in maniera ambulatoriale, senza ricovero in ospedale, garantendo la stessa qualità ma a costi inferiori.

Il principio «ambulatoriale prima che ospedaliero» contribuisce a diminuire i costi sanitari ed è previsto anche dalla strategia "Sanità 2020" del Consiglio federale. La decisione del governo invece renderebbe impossibili diverse operazioni visto che i costi non verrebbero più coperti. La conseguenza sarebbe un trasferimento dei pazienti verso il settore ospedaliero e un aumento dei costi.

 

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