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BERNA
30.03.2017 - 10:460
Aggiornamento : 12:33

La Confederazione spende troppo, ecco il "preventivo liberale"

Per Avenir Suisse, grazie alla diminuzione delle spese l'IVA potrebbe essere ridotta prima dell 0,5 e poi del 2,7%

BERNA - Il gruppo di riflessione vicino all'economia Avenir Suisse mette in guardia contro l'accelerazione delle spese della Confederazione. Propone oggi un proprio "preventivo liberale" per bloccare la tendenza. A lungo termine i risparmi per la Berna federale raggiungerebbero i 9,4 miliardi di franchi. Lo pseudobudget di Avenir Suisse, che denuncia il gran numero di uscite obbligate perché previste dalla legge, prevede un trasferimento sensibile di oneri ai Cantoni in nome del principio della sussidiarietà federale. L'aumento delle imposte locali sarebbe compensato da una diminuzione dell'IVA.

La ridistribuzione dei compiti tra Confederazione e Cantoni - che Avenir Suisse aveva già tematizzato in una sua pubblicazione ad hoc del mese di gennaio - rafforzerebbe questi ultimi, scrive la fondazione in un rapporto pubblicato oggi. I maggiori oneri assunti a livello locale permetterebbero di ridurre l'imposta federale diretta (IFD), che a lungo termine andrebbe eliminata.

Il gettito della Confederazione dovrebbe provenire solo dall'imposizione indiretta, come l'imposta sul valore aggiunto (IVA). Per Avenir Suisse, grazie alla diminuzione delle spese che essa stessa auspica a livello federale, l'IVA potrebbe in un primo tempo essere ridotta di 0,5 punti percentuali e a lungo termine di 2,7 punti. Questa diminuzione compenserebbe l'aumento della fiscalità cantonale.

Il "preventivo liberale" prevede ad esempio che la Confederazione a poco a poco cessi di cofinanziare la riduzione individuale dei premi di cassa malattia. Berna dovrebbe anche limitare sensibilmente le spese nell'agricoltura. A lungo termine sono previsti tagli per 2,5 miliardi di franchi all'anno in ciascuno dei due settori.

Il documento pubblicato oggi, intitolato "budget ombra liberale" (sul modello anglosassone dei "governi ombra" dell'opposizione e relativi preventivi), presenta 34 misure in ambiti molto diversi. Si tratta di una risposta alle contingenze: il freno all'indebitamento - il cui principio è che l'importo massimo delle uscite totali da stanziare nel preventivo dipende dalle entrate totali stimate - nei prossimi anni sarà messo a dura prova, visti i deficit annuali di due miliardi di franchi che si stanno profilando, spiega la fondazione.

Il fenomeno non è dovuto a un calo del gettito, ma a un'accelerazione dell'aumento delle spese, in particolare nel settore sociale, ma anche nei settori del traffico e della formazione.

Un punto cruciale del risanamento delle finanze risiede nel fatto che i due terzi delle spese federali (complessivamente circa 75 miliardi di franchi annui) sono vincolate da leggi. Le Camere non hanno dunque modo di intervenire in breve tempo: per evitare il deficit previsto di due miliardi sono costrette ad agire sui 25 miliardi di franchi di spese non obbligatorie e, in assenza di capacità di compromesso, procedono fatalmente a tagli lineari. Per Avenir Suisse questo modo di procedere è insoddisfacente: è necessario fissare priorità.

Le 34 misure preconizzate da Fabian Schnell e coautori nel "budget ombra liberale" permetterebbero risparmi di 1,7 miliardi di franchi (2,6% del budget federale) a corto termine e di 9,4 miliardi (14%) a lungo termine, dopo le necessarie modifiche legislative.

La fine dei contributi federali per la riduzione individuale dei premi di cassa malattia produrrebbe risparmi di 165 milioni di franchi a breve e di 2,48 miliardi a lungo termine.

Il documento propone anche un aumento dell'età di pensionamento di un mese all'anno. Inoltre le rendite AVS per le vedove senza figli andrebbero soppresse. Con questi provvedimenti, a lungo termine, le uscite della Confederazione sarebbero ridotte di 44 milioni. L'eliminazione delle rendite AVS per figli produrrebbero economie di 32 milioni.

Berna dovrebbe pure rinunciare al finanziamento delle misure attive sul mercato del lavoro nell'ambito dell'assicurazione contro la disoccupazione, che valgono 480 milioni di franchi.

Dal canto suo, la gestione dei trasporti pubblici a livello cantonale dovrebbe alleggerire il fardello federale di 920 milioni. Se la rete ferroviaria complementare dovesse essere ceduta interamente ai Cantoni, le loro spese aumenterebbero da 500 milioni a 1,03 miliardi e le casse federali risulterebbero dunque sgravate di oltre mezzo miliardo.

Il sostegno all'agricoltura dovrebbe essere portato al livello di quello praticato in Europa: in un primo tempo gli sgravi per Berna ammonterebbero a 350 milioni di franchi, per poi raggiungere un massimo di 2,5 miliardi.

Tra gli ambiti toccati dalle 34 misure figurano, tra l'altro, anche l'aiuto allo sviluppo, il mobility pricing (una tassa commisurata all'utilizzo dell'infrastruttura e dei servizi nel trasporto privato e pubblico volta a influenzare la domanda di mobilità) e la gestione informatica centralizzata.


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