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ZURIGO
30.06.2020 - 22:060
Aggiornamento : 23:34

Un secondo blocco? «Sarebbe devastante per la Svizzera»

Più disoccupati, aumento del debito e ondata di bancarotte.

Queste le precisioni degli esperti dovesse verificarsi un secondo blocco.

ZURIGO - Il numero di casi di Coronavirus, in Svizzera, sembra essere nuovamente in aumento. Nonostante questo, non vengono evitate manifestazioni e feste nelle quali viene meno il rispetto del limite di partecipanti.

E non vengono nemmeno rispettate le norme igieniche e il distanziamento sociale. Secondo Rudolf Hauri, presidente dell'Associazione dei medici cantonali, nell'aria è presente la minaccia di una seconda ondata. Anche la direttrice della sanità del canton Zurigo, Natalie Rickli, teme questa eventualità: «Solo se tutti aderiscono e rispettano le misure si potrà prevenire un ulteriore blocco».

«Un nuovo blocco sarebbe devastante» - Ma cosa accadrebbe se l'intero paese chiudesse di nuovo? La Svizzera può permetterselo? A queste domande prova a rispondere Rudolf Minsch, capo economista di Economiesuisse.

«Un blocco, come sperimentato dalla Svizzera da marzo a maggio, sarebbe devastante. Potrebbe portare a una crisi economica che non si vedeva dai tempi della seconda guerra mondiale», afferma. «La disoccupazione aumenterebbe, i consumi diminuirebbero e crescerebbe la povertà. Pertanto, un secondo blocco deve essere evitato a tutti i costi. La situazione sarebbe particolarmente devastante se si verificassero nuove chiusure in tutto il mondo. Perché non solo il mercato interno, ma anche l'economia delle esportazioni si indebolirebbe. E la Svizzera dipende fortemente da questo», afferma Minsch.

«Fallimenti, disoccupazione ed effetti collaterali» - Le conseguenze di un secondo lockdown? «Il numero di fallimenti in Svizzera aumenterebbe in modo sproporzionato», sostiene Martin Eichler, capo economista del BAK. Settori come la gastronomia e il turismo sarebbero particolarmente colpiti.

Secondo una stima del Credit Suisse, saranno necessari dai 15 ai 20 anni per ammortizzare i costi della crisi già insorti. Un secondo blocco, per Eichler, sarebbe catastrofico. Secondo Rudolf Minsch, con un nuovo lockdown «la disoccupazione aumenterebbe e il tenore di vita diminuirebbe per almeno due o tre anni».

Bruciati miliardi - La crisi, intanto, è già costata alla Svizzera circa 70 miliardi. «Durante la fase più restrittiva del blocco, veniva "bruciato" circa un miliardo al giorno», sottolinea Eichler. E gli stessi costi giornalieri avrebbe, ora, un secondo blocco. «Ma potrebbero anche essere leggermente inferiori perché le aziende, ora, sanno meglio come adattarsi», aggiunge l'esperto. Con un altro lockdown, i costi diretti potrebbero raddoppiare a 140 miliardi di franchi. E arrivare entro la fine del 2022 a 242 miliardi.

Disoccupazione fino al 10% - A risentirne, ovviamente, sarebbero anche i posti di lavoro. Sono già numerose le aziende che hanno fatto ricorso al lavoro ridotto. Con l'intento di salvare le attività dalla rovina finanziaria, i licenziamenti sono iniziati sin da subito. O meglio, da quando la pandemia ha cominciato a incidere sull'economia. La Seco prevede un tasso di disoccupazione del 3,8% per il 2020, che è di 0,4 punti percentuali in più rispetto a maggio. «Attualmente ci si possono aspettare circa 100.000 licenziamenti a causa della crisi», sostiene Eichler. Con un secondo blocco, questo numero dovrebbe almeno raddoppiare entro l'anno. Per lo storico dell'economia Tobias Straumann ci si attende una disoccupazione fino al 10% dovesse esserci un nuovo lockdown.

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