Keystone
SVIZZERA
09.01.2020 - 11:230

Raiffeisen si aspetta un 2020 non brillantissimo

A causa dell'incertezza politica e all'elevato corso delle azioni che rende i mercati più volatili

di Redazione
Ats awp

ZURIGO - Dopo un 2019 estremamente positivo per le Borse, Raiffeisen si attende per l'anno corrente «rendimenti complessivi nettamente inferiori». Lo ha dichiarato oggi ai media il Chief Investment Officer del gruppo, Matthias Geissbühler.

Tale previsioni si basa su due fattori: l'attuale corso elevato delle azioni e le incertezze politiche, ciò farà aumentare la volatilità dei mercati.

A detta del manager, le elezioni presidenziali americane in autunno saranno l'appuntamento politico a rischio per quest'anno che condizionerà gli operatori. La volatilità del mercato azionario dovrebbe quindi crescere nei mesi estivi e in autunno.

Nell'attesa, le Borse dovrebbero beneficiare invece nei primi mesi di quest'anno di un contesto favorevole derivante dall'uscita definitiva del Regno Unito dall'Ue - prevista per fine gennaio - e da una ritrovata serenità nelle relazioni commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina.

Al momento, secondo Geissbühler, le aspettative di ulteriori profitti generati dai mercati sono comunque troppo elevate; il potenziale di crescita è limitato. «Ci aspettiamo un rendimento totale per le azioni dal 4 al 6%», ha sottolineato.

Tenuto conto della maggiore volatilità dei mercati, investimenti in immobili e oro acquistano d'importanza. «Con un rendimento del 2,6% circa, i fondi immobiliari svizzeri continuano ad essere un'alternativa interessante», ha sottolineato Geissbühler.

Per quanto riguarda le le obbligazioni, Raiffeisen non si attende una performance significativa. Nella migliore delle ipotesi, «un portafoglio bilanciato offrirà rendimenti medi a una sola cifra», ha aggiunto il manager. Le obbligazioni potrebbero in ogni caso fungere da ammortizzatore in caso di deprezzamento delle azioni.

Geissbühler ha messo in guardia anche dai valori esteri: «Le analisi degli ultimi anni hanno dimostrato che i portafogli diversificati a livello internazionale non hanno ottenuto risultati migliori di quelli puramente svizzeri». Ciò si spiega con l'apprezzamento del franco svizzero, una situazione con la quale gli operatori dovranno fare i conti anche quest'anno.

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