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ZURIGO

Incidente mortale sull'A3, autista condannato per omicidio colposo

Accolte le richieste dell'accusa: pena di due anni (sospesa con la condizionale).
Incidente mortale sull'A3, autista condannato per omicidio colposo
20min
Fonte 20 min / Ats
Incidente mortale sull'A3, autista condannato per omicidio colposo
Accolte le richieste dell'accusa: pena di due anni (sospesa con la condizionale).
ZURIGO - Il Tribunale di Zurigo ha condannato oggi a due anni di prigione (pena sospesa con la condizionale) per omicidio colposo il conducente del pullman protagonista del grave incidente che, nel dicembre 2018, aveva causato due morti (una donna e ...

ZURIGO - Il Tribunale di Zurigo ha condannato oggi a due anni di prigione (pena sospesa con la condizionale) per omicidio colposo il conducente del pullman protagonista del grave incidente che, nel dicembre 2018, aveva causato due morti (una donna e il secondo autista) e oltre 40 feriti nei pressi della città sulla Limmat. L'uomo, un 63enne di nazionalità italiana, non era presente al processo, esonerato per problemi psicologici.

Soddisfatte le richieste dell'accusa - La Corte ha, di fatto, accolto le richieste dell'accusa, ritenendo l'autista responsabile anche di lesioni personali colpose plurime e gravi violazioni delle norme del traffico. «Agli autisti era stato detto che arrivare in orario non era un aspetto importante - ha spiegato il presidente del Tribunale - di conseguenza, non c'era alcuna pressione temporale».

L'accusa - Il processo si è svolto al tribunale di Zurigo più di cinque anni dopo l'episodio. Secondo l’accusa, l’imputato è un conducente molto esperto che conosceva bene il percorso. «Doveva essere consapevole che stava viaggiando a 68 chilometri orari, una velocità eccessiva per le condizioni della carreggiata, del meteo e della visibilità».

La telefonata - Però durante l’udienza, è emerso come, 45 minuti prima dell’incidente, il secondo autista avesse chiamato Flixbus chiedendo di poter interrompere il viaggio a causa delle cattive condizioni meteorologiche. La risposta della società sarebbe stata negativa. Però, come già specificato, è tuttavia emerso come dalla sede centrale avessero fatto sapere che, vista la meteo avversa, sarebbero stati accettati eventuali ritardi. «In ogni caso, era l’autista responsabile del viaggio: lui decideva se fermarsi e a quale velocità proseguire. Con un comportamento diverso, avrebbe potuto evitare la morte delle due persone. Semplicemente guidando più piano».

L'incidente - Il sinistro si è verificato il 16 dicembre del 2018, verso le 4.15 del mattino, sull'autostrada A3, a sud-est di Zurigo. Il mezzo proveniva dall'Italia, più precisamente da Genova, ed era diretto a Düsseldorf (Germania). Il bus, che apparteneva a una società italiana subappaltatrice dell'impresa di trasporti Flixbus, aveva sbandato e si era schiantato contro un muro. A bordo c'erano 51 persone. Pesante il bilancio del violentissimo scontro, nel quale la parte anteriore del pullman è andata distrutta: a perdere la vita erano stati uno degli autisti, deceduto 15 giorni dopo, e una passeggera 37enne, residente nella provincia di Como, morta dopo essere finita nel fiume Sihl al termine di un volo di 10 metri.

La difesa - Secondo l’avvocato difensore, il suo assistito andava punito per semplice violazione delle norme stradali con una multa. Avrebbe dovuto, invece, essere assolto dall’accusa di omicidio colposo, lesioni personali colpose e gravi violazioni del codice della strada.

La posizione di Flixbus
Interpellato da 20 Minuten, il portavoce di Flixbus Sebastian Meyer ha dichiarato che la sicurezza dei passeggeri e degli autisti era una priorità assoluta per l'azienda nel 2018, proprio come lo è oggi. «Lavoriamo giorno e notte per garantirla, investendo in personale, processi, attrezzature, tecniche all'avanguardia e formazione».
Il portavoce fa notare come siano state introdotte diverse misure che vanno oltre i requisiti di legge. «Naturalmente, viaggiare sempre in sicurezza è più importante che arrivare velocemente o in orario. I conducenti non subiscono alcuna conseguenza se l'arrivo è oltre l'orario prestabilito».

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