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17.07.2020 - 14:090
Aggiornamento : 16:23

Cresce l'elenco dei paesi a rischio coronavirus

Gli esperti della Confederazione informano sulla situazione attuale in Svizzera.

Sono circa dodici le nazioni che saranno aggiunte alla "lista nera". Per i partner che si trovano in paesi terzi e vogliono rientrare in Svizzera saranno fatte delle eccezioni

BERNA - Il punto della situazione sull'epidemia di Coronavirus in Svizzera. Ma anche sul famoso elenco dei paesi a rischio in quello che notoriamente è un periodo di grandi spostamenti (dovuti alle ferie estive). Questo lo scopo del nuovo incontro con la stampa tenutosi oggi a Berna. 

Presenti, questa volta, Barbara Büschi, vicedirettore della segreteria di Stato per la migrazione (SEM); Patrick Mathys, capo sezione Gestione delle crisi e cooperazione internazionale dell'UFSP; Amedeo Cianci, capo della sezione Area legale 2, Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

Tendenza al rialzo -  Il primo a prendere parola è Mathys, che esordisce con un resoconto veloce degli ultimi dati. Nelle ultime 24 ore, infatti, sono risultate positive al test 92 persone su circa 7000 strisci. «La tendenza è verso l'alto anziché verso il basso», afferma. Il numero di test positivi è aumentato a circa il due percento. Attualmente 630 persone sono in isolamento e circa 2300 in quarantena.

In futuro, si prevede che sarà effettuata una distinzione tra le persone che vengono inviate in quarantena e coloro che, di ritorno dai paesi a rischio, devono essere sottoposte al periodo di quarantena.

Una dozzina i nuovi paesi a rischio - Il numero di viaggiatori, infatti, sta aumentando in modo significativo, come fa notare Mathys. Circa il dieci percento delle infezioni conosciute viene importato. «Questo numero dovrebbe essere preso sul serio», sottolinea il capo sezione Gestione delle crisi e cooperazione internazionale dell'UFSP.

Per questo motivo l'elenco dei paesi a rischio (oggi 29) sarà rivisto. E altre nazioni saranno aggiunte, anche se al momento non viene specificato quali. In ogni caso, assicurano gli esperti, le liste attuali non sono sbagliate. Solo, «saranno aggiunti almeno una dozzina di paesi all'elenco».

I motivi - Mathys spiega le ragioni per le quali un paese viene inserito nell'elenco. Ad esempio se vi sono più di 60 nuove infezioni per 100.000 abitanti, proiettate su un periodo di 14 giorni. Un altro motivo è se le informazioni disponibili su quel determinato paese non ne consentono una valutazione affidabile. Un terzo motivo è se da quel paese giungono in Svizzera continuamente persone infette. È il caso della Serbia, ad esempio.

Elenchi passeggeri - Proprio per questa ragione l'UFSP richiederà, a campione, le liste passeggeri e i moduli di contatto delle compagnie aeree. «Ciò dovrebbe consentire ai Cantoni di verificare se i passeggeri sono in quarantena. Ci è chiaro che non tutti aderiranno alle linee guida». Ogni settimana saranno controllate le liste di 20-30 voli in arrivo in Svizzera.

A partire da lunedì saranno controllati anche gli autobus che effettuano trasporti internazionali. L'UFSP effettuerà un triage e trasmetterà le informazioni ai Cantoni interessati, i quali potranno a loro volta effettuare controlli a campione per verificare se le persone si sono registrate presso le autorità cantonali e sono in quarantena. Per chi non rispetta l'obbligo di quarantena è prevista una multa fino a 10'000 franchi.

La Confederazione continuerà a puntare sulla responsabilità personale dei singoli. Secondo Mathys, chi si mette in viaggio è tenuto ad informarsi. «Non siamo nella posizione, e non è il nostro obiettivo, di stabilire un controllo completo», ha detto il responsabile dell'UFSP. In linea di principio, i Cantoni sono responsabili del controllo.

L'app - Si fa riferimento quindi all'app Swiss Covid: ci sono state almeno 85 chiamate da quando è stata lanciata e sono stati inseriti 135 codici. Il numero delle app attive è di circa un milione. 

Restrizioni d'ingresso - Prende quindi parola Barbara Büschi della SEM. A partire da lunedì saranno possibili ingressi da Irlanda, Croazia, Cipro, Romania, Bulgaria e altri piccoli paesi. L'ingresso è di nuovo possibile anche da paesi terzi come Australia, Giappone, Canada, Marocco e Corea del Sud.

Sulle coppie non sposate e non registrate, provenienti da paesi terzi, Büschi afferma: «Abbiamo una grande comprensione per le persone che vogliono vedere i loro partner». I requisiti di accesso per questi casi particolari saranno quindi adeguati. Comunicazioni in questo senso arriveranno entro la fine di luglio.

Anche il Lussemburgo - Mathys ha inoltre annunciato che l'obbligo di quarantena sarà introdotto anche per chi rientra in Svizzera dal Lussemburgo. Oltre al Lussemburgo, l'unico altro Paese dell'UE considerato a rischio è attualmente la Svezia.

La nuova versione dell'ordinanza Covid-19, con l'elenco dei Paesi per cui vige l'obbligo di quarantena, dovrebbe entrare in vigore mercoledì prossimo.

Situazione «pericolosa e stabile» - Sempre secondo Mathys, al momento la Svizzera si trova in una situazione «pericolosa e stabile» per quanto riguarda il coronavirus. Un aumento esponenziale dei contagi potrebbe verificarsi in modo «incredibilmente repentino».

Per il momento non si osserva tuttavia una chiara e sostenuta tendenza al rialzo, ha detto oggi a Berna in conferenza stampa il direttore della sezione crisi e collaborazione internazionale presso l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). «Abbiamo tutto sotto controllo», ma la situazione non deve peggiorare, ha aggiunto Mathys.

Secondo il responsabile dell'UFSP, la Svizzera si trova in un'area di nuove infezioni. I casi aumentano, anche se non in modo drastico, il che non è molto confortevole dal punto di vista epidemiologico. Anche i Paesi circostanti registrano fluttuazioni e hanno motivi di incertezza.

Mascherine, presto per un bilancio - Ancora non si può dire con certezza se l'obbligo di indossare le mascherine nei trasporti pubblici, in vigore dal 6 luglio, sia efficace o meno, ha proseguito Mathys. È ancora troppo presto per tirare conclusioni, «ma le mascherine rimangono una delle misure per tenere sotto controllo l'epidemia».

Donne incinte - Entro la fine del mese di luglio, l'UFSP deciderà se inserire le donne incinte nelle categorie di persone considerate vulnerabili di fronte al Covid-19 e per le quali dovrà essere garantita una protezione speciale.

Patrick Mathys ha ammesso che ci sono stati problemi con le donne incinte che hanno contratto il Covid-19. Questi problemi sono ben documentati ed è evidente che era necessario esaminare la questione. L'UFSP si baserà principalmente sulle perizie della Società svizzera di ginecologia e ostetricia (SSGO).

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Ultimo aggiornamento: 2020-12-01 04:12:30 | 91.208.130.85