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BERNA
06.05.2020 - 12:170
Aggiornamento : 15:52

Coronavirus: 51 nuovi casi e 22 decessi

Complessivamente i casi registrati salgono a 30'060. Sono invece 1'505 le vittime dall'inizio della pandemia

Da quattro giorni i nuovi contagi sono scesi sotto la soglia dei cento casi

BERNA - Per il quarto giorno consecutivo da quando l'emergenza è entrata nella sua fase più acuta, i nuovi casi positivi registrati nelle ultime 24 ore sono meno di cento, anche se rispetto a ieri si registra un nuovo lieve aumento.

Per la precisione sono 51 i nuovi contagi da coronavirus registrati in Svizzera e nel Principato del Liechtenstein, secondo i dati comunicati dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) questa mattina. La curva si conferma in calo, alla luce anche degli ultimi dati. Ieri i nuovi casi erano 28 (l'altro ieri 76, domenica 88). Complessivamente i casi registrati salgono quindi a 30'060.

Vittime - Secondo un conteggio dell'agenzia Keystone-ATS basato sulle informazioni fornite dai cantoni entro mezzogiorno, sono finora morte complessivamente in Svizzera 1798 persone.

L'UFSP parla dal canto suo di 1505 vittime, 22 in più di ieri, facendo riferimento ai rapporti che i laboratori e i medici hanno presentato nell'ambito dell'obbligo di notifica. Le autorità precisano che il dato può quindi differire dalle cifre cantonali. L'incidenza ammonta a 350 per 100'000 abitanti.

Test - Finora sono stati effettuati complessivamente 290'365 test. Secondo l'UFSP, il 12% di questi sono stati positivi. Una persona può essere stata sottoposta al test più volte. L'UFSP raccomanda di effettuare test per tutti i pazienti con sintomi.

La fascia di età dei casi finora confermati va da 0 a 108 anni, per un'età mediana di 52 anni. Nel 46% dei casi si tratta di uomini, nel 54% di donne. Gli adulti sono stati notevolmente più colpiti dei bambini. Negli adulti a partire dai 60 anni, gli uomini sono stati più colpiti delle donne, mentre negli adulti sotto i 60 anni le donne più degli uomini. Per entrambi i sessi, l'incidenza è stata più alta tra le persone di 80 anni e più, conclude l'UFSP.



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