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VALLESE
21.08.2019 - 15:530
Aggiornamento : 16:17

Condannata l'attivista Anni Lanz

Confermato il pagamento di una multa di 800 franchi per violazione della legge sugli stranieri

SION - Il tribunale cantonale vallesano ha confermato la condanna al pagamento di una multa di 800 franchi inflitta in prima istanza all'attivista Anni Lanz, ex segretaria generale dell'associazione "Solidarité sans frontières", per violazione della legge sugli stranieri.

L'attivista, 73 anni, aveva presentato ricorso dopo una prima condanna inflittale nel dicembre del 2018 dal Tribunale distrettuale di Briga per aver cercato di far entrare in territorio elvetico un richiedente asilo afghano, in precedenza espulso dalla Svizzera verso l'Italia. Entrambi erano stati fermati dalle guardie di frontiera a Gondo (VS).

«La sentenza del Tribunale cantonale è una triste sconfitta per tutti coloro che si impegnano a favore dei diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e degli esuli. Anni Lanz ha agito solo per compassione e questa sanzione è terribilmente ingiusta», ha detto Muriel Trummer, esperta in materia di asilo di Amnesty Svizzera. Non è ancora chiaro se la condanna sarà impugnata presso il Tribunale federale.

La reazione di Amnesty: «Triste sconfitta» - La decisione del Tribunale cantonale vallesano non è affatto piaciuta a Amnesty International. «Deploriamo il verdetto che conferma la condanna di Anni Lanz, attivista per i diritti umani. A Domodossola - ricorda la sezione elvetica dell'organizzazione non  governativa - ha aiutato, riportandolo in Svizzera, un richiedente asilo afghano gravemente traumatizzato e in stato di estrema necessità che era costretto a dormire all’addiaccio con delle temperature sotto lo zero».  Insomma una condanna ritenuta iniqua in tutto e per tutto: «È una triste sconfitta per tutte le persone che si impegnano in favore dei diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e degli esiliati. Anni Lanza ha agito spinta unicamente dalla compassione, e questa punizione è estremamente ingiusta», ha dichiarato Muriel Trummer, esperta di asilo per Amnesty Svizzera, che ha seguito l’udienza.
 

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