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SVIZZERA / THAILANDIA
30.01.2019 - 22:010

Morto mentre faceva snorkeling: «Non so quando sarà rimpatriato»

Il 53enne svizzero è deceduto lo scorso giovedì, ma prima della prossima settimana la moglie non potrà riportarlo a casa. «Non hanno rispetto»

KRABI - Johana ha appena vissuto la peggiore esperienza della sua vita. Lo scorso giovedì suo marito, 53 anni, è morto sotto ai suoi occhi, in Thailandia. Erano lì in vacanza. Ma la donna non può vivere il suo dolore in tranquillità, in quanto non è ancora riuscita a fare rientro in Svizzera.

La tragedia - «Stavamo facendo un giro in barca con degli amici. L’idea era di visitare quattro isole - racconta a 20 minutes -. Mentre faceva il bagno, una corrente sottomarina lo ha portato al largo, in una zona vietata ai bagnanti». È stato il bagnino ad accorgersene e ha iniziato a fischiare, per renderlo attento sulla pericolosità e invitarlo a fare ritorno verso la spiaggia. «È stato allora che l’ho visto. Ho iniziato a chiamarlo, ma sembrava non sentirmi. Ho incrociato il suo sguardo e ho visto il panico nei suoi occhi».

Il 53enne svizzero ha tentato di nuotare con tutte le sue forze. Johana e i figli 20enni degli amici si sono buttati in mare e hanno cercato di raggiungerlo, ma sono stati spazzati via anche loro dalla corrente. È intervenuta una piccola barca per soccorrerli ed estrarli dall’acqua. «Mio marito già non respirava più. Forse ha avuto un infarto a causa del panico, non so se sia annegato, considerato che aveva anche un boccaglio».

L'autopsia a Bangkok - Johana ha quindi chiesto che sul corpo del marito venisse eseguita l’autopsia. Ma si trovano ancora a Bangkok. «Sono davvero arrabbiata con l’assicurazione - spiega la donna -. Continuano a remarci contro. Ci avevano detto che saremmo stati rimpatriati con un piccolo aereo. Poi ci hanno chiesto di aspettare. E secondo gli ultimi aggiornamenti, non saremo in grado di tornare in Svizzera prima di lunedì o martedì della prossima settimana».

«Vogliamo un degno funerale» - Il dolore della donna si mischia alla frustrazione: «Vogliamo tornare a casa. Anche in Svizzera c’è chi aspetta di poter capire e dare l’ultimo saluto a mio marito. Era molto conosciuto, tutti gli volevano bene. Lavorava per la Confederazione, aveva fatto parte dell’esercito ed era coinvolto in diverse associazioni umanitarie».

Johana lamenta una vera e propria mancanza di rispetto: «È passata quasi una settimana dal dramma e non so ancora quando mio marito potrà avere un funerale, quando il suo corpo verrà rimpatriato».

Notizie false - La donna, infine, si lamenta dei media thailandesi che per primi hanno riferito la notizia (da noi ripresa), parlando di «un’onda» che ha sommerso il marito mentre faceva snorkeling: «Il mare era calmo e piatto. Conoscevamo il posto, è la terza volta che veniamo in Thailandia. Mio marito non è stato imprudente».

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