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NEUCHÂTEL
14.06.2018 - 16:050

Pene sospese per 4 "sequestratori" dilettanti

Nel 2015 tentarono di ottenere un riscatto di 3,2 milioni di franchi con il sequestro di un coetaneo

NEUCHÂTEL - Sono stati condannati a pene sospese oggi dal Tribunale di Boudry (NE) quattro giovani che nel 2015 avevano sequestrato un coetaneo, per chiedere al padre di quest'ultimo un riscatto di 3,2 milioni di franchi. Al posto del denaro hanno trovato la polizia, mentre l'ostaggio è stato liberato prima del versamento del riscatto.

I due principali protagonisti del rapimento sono stati condannati a due anni di carcere, sospesi per due anni. Ai loro complici sono spettati 20 e 18 mesi, anch'essi sospesi per due anni. I quattro giovani dovranno inoltre versare ciascuno un indennizzo di 3500 franchi al coetaneo sequestrato e 1500 franchi al suo genitore.

Poiché l'ostaggio è stato liberato prima del versamento del riscatto, la corte ha scartato l'accusa di sequestro aggravato. Anche se si potrebbero definire "rapitori dilettanti", gli imputati hanno dato prova di "ostinazione", effettuando fra l'altro diversi sopralluoghi, "e avrebbero sicuramente continuato se la polizia non li avesse arrestati", ha dichiarato la presidente del tribunale.

Per valutare la pena è stato tenuto conto della situazione personale dei giovani, della loro immaturità - avevano all'epoca da 20 a 26 anni - e della loro fedina pulita. Fra i motivi che li hanno spinti ad organizzare il sequestro, il tribunale ha citato la gelosia e l'invidia nei riguardi del coetaneo, figlio 22enne di un imprenditore milionario.

Il rapimento era stato organizzato nell'estate 2015 da due degli imputati, giovani di buona famiglia (uno di loro è figlio di una giudice, mentre il padre del secondo fa parte del municipio di una località neocastellana), ai quali si sono aggiunti successivamente altri due ragazzi.

Nel corso dell'estate 2015, il gruppo tenta a due riprese di ottenere il versamento di un'ingente somma di denaro con minacce di morte, proferite per telefono e di persona al domicilio della vittima. In autunno, i quattro aspiranti sequestratori pianificano il rapimento del 22enne, avvenuto il 12 novembre dopo una serata a Neuchâtel.

Costringono poi la vittima a chiamare il padre e a leggergli un testo nel quale è chiesto il versamento di un riscatto di 3,2 milioni di franchi, "pena la morte". I rapitori liberano quindi l'ostaggio, indicandogli le modalità del pagamento del riscatto, che avrebbe dovuto avvenire ad Avenches (VD).

Invece di soddisfare le esigenze dei rapitori, il padre dell'ostaggio ha avvertito la polizia, che ha arrestato successivamente i giovani fra Gals (BE) e St-Aubin/Sauges (NE), mentre si aggiravano attorno alla residenza della vittima.

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