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ZUGO
12.12.2017 - 15:040

Volevano uccidere il marito di lei, condanna per due amanti diabolici

Una donna rumena di 39 anni e un uomo svizzero di 46 sono stati riconosciuti colpevoli di tentato assasinio: 11 anni per lei, 13 anni e 7 mesi per lui

ZUGO - Una donna di 39 anni e un uomo di 46 sono stati riconosciuti colpevoli del tentato assassinio del marito di lei dal Tribunale penale di Zugo. Fra il 2015 e il 2016, i due hanno provato a sbarazzarsi dell'uomo somministrandogli dosi massicce di antidolorifici.

La donna, una cittadina rumena di formazione economista, si è vista infliggere una condanna a 11 anni di prigione. L'uomo, uno svizzero, è stato condannato a 13 anni e 7 mesi di detenzione, oltre a una pena pecuniaria con la condizionale e a una multa per altri reati minori.

La sentenza non è ancora definitiva. Per il rischio di fuga, la Corte ha ordinato il prolungamento della detenzione preventiva per la donna, che si trova in prigione dal febbraio di quest'anno. Anche nei confronti dell'uomo è stata ordinata la carcerazione per motivi di sicurezza: è finito in manette subito dopo la lettura della sentenza.

La Corte ha fissato una pena ancor più severa delle richieste del Ministero pubblico, che chiedeva per entrambi 10 anni di reclusione. Gli accusati hanno negato di aver voluto uccidere l'uomo e i loro difensori hanno chiesto che venissero assolti per mancanza di prove.

In favore della donna ha giocato quale attenuante la difficile situazione che aveva con il marito alcolizzato. Ad incastrare la coppia di accusati - ai fini della sentenza non ha nessuna importanza se abbiano effettivamente avuto una relazione sentimentale, ha sottolineato la presidente della Corte - sono stati migliaia di messaggini in cui i due descrivevano i tentativi di sbarazzarsi del marito.

La tresca fu scoperta quasi per caso dallo stesso marito nell'agosto del 2016, perché il presunto amante si era servito della sua carta di credito. Denunciato dalla vittima del raggiro, il 46enne dichiarò alla polizia di aver ottenuto l'autorizzazione ad utilizzare la carta con un messaggio su WhatsApp. Fu così che gli inquirenti scoprirono le migliaia di messaggini compromettenti.

L'inchiesta ha stabilito che per mesi la donna mischiò nei drink che preparava per il marito forti dosi di medicamenti ottenuti dal complice, il quale a sua volta li riceveva da un'infermiera con la quale intratteneva una relazione amorosa.

Nei capelli del marito sono stati in effetti misurati quantità elevate di antidolorifici. I due hanno agito senza scrupoli e con «una forte energia criminale», ha sottolineato la presidente della Corte. Si è perciò trattato di un tentativo di assassinio, ancorché «inadatto».

Il marito, sopravvissuto ai tentativi di avvelenamento, è deceduto sabato scorso all'età di 51 anni, ha inoltre reso noto la presidente. Le cause esatte del decesso devono ancora essere chiarite. La sua morte non ha alcun influsso sul procedimento in corso, ha assicurato la presidente della Corte.
 
 

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