Un massaggio erotico costato 1770 franchi, condannata la massaggiatrice

Cliente con disabilità raggirato e derubato. La titolare del centro ha sfruttato la vulnerabilità dell'uomo traendo un ingente profitto illecito.
AARAU - Un uomo sulla quarantina, affetto da una limitazione cognitiva, ha pagato quasi nove volte il prezzo inizialmente concordato per un massaggio in un centro erotico del Canton Argovia. La vicenda, avvenuta poco prima di Natale dello scorso anno, si è conclusa con una condanna penale.
Secondo quanto ricostruito in un decreto penale divenuto definitivo, il cliente aveva concordato tramite WhatsApp una prestazione al costo di 200 franchi. La sera del 23 dicembre si è presentato nel locale, pagando l’importo in anticipo. Durante il trattamento, eseguito dalla titolare, non ha però raggiunto il risultato desiderato.
A quel punto, la donna ha richiesto ulteriori 570 franchi per un «servizio migliore». Anche dopo questo pagamento, il cliente non ha ottenuto quanto sperato. La dipendente ha quindi avanzato altre due richieste da 500 franchi ciascuna. In totale, per circa due ore, l’uomo ha versato 1770 franchi. Al termine, gli è stato chiesto di lasciare il locale. Insoddisfatto, ha deciso di sporgere denuncia.
La procura ha stabilito che l’imputata era consapevole del fatto che le somme richieste superavano ampiamente i prezzi di mercato. Inoltre, sapeva che l’uomo, a causa della sua condizione cognitiva, non era in grado di valutare correttamente i costi. Secondo l’accusa, ha quindi sfruttato la situazione per ottenere un rilevante vantaggio economico.
La donna è stata condannata per usura a una pena pecuniaria sospesa di 30 aliquote giornaliere da 170 franchi, per un totale di 5100 franchi, oltre a una multa di 850 franchi. A queste si aggiungono 800 franchi di spese procedurali. Dovrà inoltre restituire alla vittima 1570 franchi. Eventuali ulteriori richieste sono state rinviate alla sede civile.



