Auto di lusso nel mirino dei giovani criminali: quasi un furto al giorno

Fedpol segnala un aumento dei casi: dall'inizio dell'anno se ne contano già 360.
Fedpol segnala un aumento dei casi: dall'inizio dell'anno se ne contano già 360.
ZURIGO - Quasi ogni giorno in Svizzera viene rubata o tentata di rubare un’auto di lusso. Dietro il fenomeno, in forte crescita dall’inizio del 2025, ci sono reti criminali internazionali che reclutano giovani - spesso di nazionalità francese e talvolta minorenni - tramite piattaforme come TikTok, utilizzandoli come esecutori materiali dei colpi. Ragazzi inesperti, mal preparati, che finiscono per essere allo stesso tempo autori e vittime.
A fotografare la situazione è l’Ufficio federale di polizia (Fedpol), che ha reso pubblici diversi video di sorveglianza per mostrare le modalità d’azione. In uno di questi, ripreso a Wallisellen (ZH), due giovani tentano goffamente di forzare una cassetta delle chiavi in un’autofficina, arrivando a colpirla con un estintore. Il colpo fallisce e i due vengono arrestati poco dopo: a febbraio sono stati condannati a 14 mesi di detenzione.
Un'auto rubata al giorno - Dall’inizio dell’anno, si legge sul Tages-Anzeiger, si contano circa 360 furti o tentativi di furto in autorimesse di tutta la Svizzera, con una media di quasi un caso al giorno. «Non crediamo che il fenomeno diminuirà a breve», spiega la portavoce di Fedpol Berina Repesa. Per questo, a inizio aprile, è stata creata una task force con l’obiettivo di contrastare il fenomeno in modo coordinato, anche oltre i confini nazionali. Coinvolta pure la polizia francese, dato che molti degli autori provengono da regioni come quella di Lione.
Le auto rubate - nella maggior parte dei casi BMW, Ferrari o Lamborghini - vengono poi portate oltre confine e poi spedite in Paesi come Nigeria o Ghana. Ma la vera difficoltà per gli inquirenti è rappresentata dalla struttura delle organizzazioni: chi compie materialmente il furto non conosce i mandanti. Il reclutamento avviene online, mentre le istruzioni vengono trasmesse tramite chat su app come Snapchat.
Nonostante l’apparente semplicità dei colpi, molti tentativi falliscono. Il tasso di successo si infatti aggira attorno al 50%. I giovani agiscono spesso in modo dilettantesco e, quando vengono scoperti, reagiscono con fughe pericolose. Nel Canton Vaud, ad esempio, inseguimenti ad alta velocità hanno già provocato diversi incidenti, con vetture lanciate fino a 200 km/h.
Sul territorio, nel frattempo, le autorità cantonali puntano soprattutto sulla prevenzione. Vengono diffusi consigli agli operatori del settore, dando indicazioni su come custodire le chiavi in casseforti protette, e campagne mirate. Secondo gli addetti ai lavori, tuttavia, le misure di sicurezza non sempre bastano. «A volte sembra quasi una sfida per questi giovani», osserva il presidente dell’Unione professionale svizzera dell’automobile, Manfred Wellauer al quotidiano.
Un modello criminale ben preciso - Alla base del fenomeno c’è un modello criminale ben preciso, definito da Europol «crime as a service»: i mandanti restano nell’ombra e affidano il “lavoro sporco” a giovani facilmente sostituibili. In cambio, promettono compensi relativamente modesti, tra 800 e 5000 euro per auto. «Per le organizzazioni sono solo strumenti», ha dichiarato la direttrice di Europol Catherine De Bolle.
Una dinamica preoccupante, che si inserisce in un contesto più ampio di radicalizzazione online e sfruttamento dei giovani. Non a caso, in altri Paesi europei, bande criminali hanno già reclutato minorenni anche per reati ben più gravi.
Fedpol è comunque convinta che il fenomeno possa essere contenuto, come già avvenuto in passato con le esplosioni ai bancomat. La chiave, ancora una volta, sarà una stretta collaborazione tra autorità svizzere e internazionali, affiancata da misure preventive efficaci.




