Dalle mani sporche al Rolex: come è stato smascherato un postino

L'uomo è stato condannato per furto a scopo di lucro e ripetuta violazione del segreto postale. Per smascherarlo la polizia ha utilizzato una “trappola chimica”.
ZURIGO - I primi sospetti erano emersi quando al polso dell’uomo era comparso un Rolex da oltre 13mila franchi. La vacanza a Dubai, con volo in elicottero e giri in Lamborghini, li aveva ulteriormente rafforzati: da dove provenivano tutti quei soldi che un postino di un comune zurighese spendeva con tanta disinvoltura?
Polizia e Posta non hanno impiegato molto tempo a ricostruire i fatti. Il 12 e il 22 marzo 2021 una donna aveva sporto due denunce contro ignoti presso la polizia cantonale di Zurigo: due ordini di pagamento da 15mila franchi, inviati dalla sua banca, erano infatti arrivati vuoti.
La trappola chimica
Non si trattava di un caso isolato. Nel maggio dello stesso anno era scomparso anche un altro invio raccomandato contenente 10mila franchi.
Per smascherare il responsabile, il servizio investigativo interno della Posta e la polizia hanno utilizzato una “trappola chimica”.
L'esca e l'arresto
Su incarico della polizia, l’Istituto forense di Zurigo ha preparato una busta contenente nitrato d’argento: a contatto con la sostanza, sulla pelle compaiono macchie scure. Un primo tentativo non ha dato risultati, ma al secondo, il 6 luglio 2021, l’uomo è caduto nella trappola.
Sebbene non abbia sottratto i 3mila franchi “esca” contenuti nella busta, quello stesso giorno la polizia ha notato macchie nere sulle sue mani. L’arresto preventivo è scattato immediatamente.
Condannato per furto a scopo di lucro
Un anno fa, la Corte d’appello del Tribunale penale federale lo ha condannato a 12 mesi di detenzione con la condizionale e a una pena pecuniaria, anch’essa sospesa, pari a 40 aliquote giornaliere da 100 franchi ciascuna, per furto a scopo di lucro e ripetuta violazione del segreto postale e delle telecomunicazioni. Il Tribunale federale ha confermato la sentenza con una decisione del 9 marzo di quest’anno.
In sua difesa, l’uomo ha sostenuto che le macchie nere sulle mani non dimostrano che abbia aperto la busta manomessa. Ha inoltre affermato che la Camera d’appello avrebbe travisato la sua situazione finanziaria: secondo lui, guadagnerebbe tra i 10'000 e i 15'000 franchi all’anno con il gioco d’azzardo e altri 15'000 franchi con il commercio di abiti di marca.
Spiegazioni poco realistiche
Il Tribunale federale ha però giudicato poco realistiche queste spiegazioni e ha concluso che, alla luce dell’insieme degli indizi, non vi sono dubbi sul fatto che il postino abbia aperto la lettera. Le testimonianze, la sua presenza sul posto di lavoro, le transazioni in contanti di importo insolitamente elevato e le costose vacanze a Dubai subito dopo i fatti sono state considerate prove schiaccianti dai giudici di Losanna.
Non è stata inoltre riscontrata alcuna arbitrarietà nella sentenza della Corte d’appello del Tribunale penale federale, che ha ritenuto legittimo anche l’uso della trappola chimica, giudicando ammissibile l’inganno nei confronti dell’imputato. In particolare, l’uomo ha aperto la busta senza essere stato indotto a farlo dalla polizia.



