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SVIZZERA

L'oligarca russo che fa causa alla Svizzera

Andrey Melnichenko denuncia Berna per il congelamento dei suoi 231 milioni e il sequestro della sua villa a St. Moritz. Gli avvocati: «Ha abbandonato le sue attività per tutelare la sua famiglia».
Foto Imago
Fonte AargauerZeitung
L'oligarca russo che fa causa alla Svizzera
Andrey Melnichenko denuncia Berna per il congelamento dei suoi 231 milioni e il sequestro della sua villa a St. Moritz. Gli avvocati: «Ha abbandonato le sue attività per tutelare la sua famiglia».

SAN GALLO - Fino al febbraio del 2022 si godeva le bellezze alpine di St. Moritz dalla sua villa e con 231 milioni di franchi in banca: poi la scure delle sanzioni si è abbattuta sulla sua ricchezza, trovandosi con il denaro congelato e la dimora svizzera sequestrata da cui è stato sfrattato. Ora si è sistemato in un hotel di Dubai ammirando altre attrattive paesaggistiche.

Lui è l'oligarca russo Andrey Melnichenko (patrimonio stimato in 20 miliardi di dollari statunitensi, è uno degli uomini più ricchi al mondo), che a dover rinunciare tutto d'un colpo ai suoi averi in terra elvetica (compresi i proventi derivanti dal controllo dei gruppi Eurochem e Suek) deve avergli procurato un certo non nascosto fastidio: tanto che ha deciso di fare causa alla Svizzera. Una vicenda a cui ha dato spazio l'AargauerZeitung.

Mercoledì infatti al Tribunale amministrativo federale di San Gallo si sono presentati due suoi avvocati per dibattere l'azione legale intentata contro la Confederazione. Sull'altro fronte il legale del Dipartimento dell’economia ha ricordato che trattandosi «del più grande attacco militare dalla Seconda guerra mondiale, la Svizzera non deve diventare il centro per l’elusione delle sanzioni» e ha accusato Melnichenko di sostenere «il governo russo partecipando a incontri di alto livello».

Nel celebre incontro del 24 febbraio del 2022 al Cremlino, dove Putin ricevette 37 imprenditori, lui «era in seconda fila». Nelle motivazioni che hanno portato all'esproprio dei suoi beni, viene sottolineato che Melnichenko garantisce attraverso «Eurochem e Suek introiti significativi allo Stato russo. Particolarmente rilevante il suo ruolo nell’Associazione Russa degli Industriali e Imprenditori, dove era nel comitato direttivo e guidava la commissione per il clima» si legge sempre sulla AargauerZeitung. Di recente «Putin ha chiesto soldi ai suoi oligarchi».

Come si difende l'oligarca in questione? «Non è più un imprenditore di primo piano attivo in Russia, non ricopre più posizioni di vertice» replica il suo avvocato. «Non si è dimesso dal trust per eludere le sanzioni, ma per proteggere le sue aziende. Lui e la moglie non possiederebbero né controllerebbero le aziende» ha aggiunto nelle dichiarazioni rese al quotidiano argoviese.

Per il legale «l’obiettivo delle sanzioni è influenzare l’andamento della guerra. I Melnitschenko però non avrebbero alcuna influenza su questa assolutamente insensata guerra e l’adozione automatica e dinamica del diritto dell’Unione Europea da parte del Consiglio federale sarebbe dunque illegittima». E affonda il colpo dicendo che i Melnitschenko sarebbero degli «ostaggi politici» della Svizzera.

Il Tribunale amministrativo federale discuterà adesso il caso: per la sentenza ci vorranno alcuni mesi.

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