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Secondo pilastro, il TF: «Va suddiviso anche dopo una lunga separazione»

Lo ha stabilito il Tribunale federale, chiamato a esprimersi sul caso di due coniugi del canton Friburgo.
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Fonte ATS
Secondo pilastro, il TF: «Va suddiviso anche dopo una lunga separazione»
Lo ha stabilito il Tribunale federale, chiamato a esprimersi sul caso di due coniugi del canton Friburgo.

FRIBURGO/LOSANNA - Il secondo pilastro accumulato durante la separazione di una coppia rimasta sposata può essere suddiviso al momento del divorzio. Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF), chiamato a esprimersi sul caso di due coniugi del canton Friburgo. La coppia in questione, senza figli, si è sposata nel 2011 e ha convissuto per due anni a casa della madre della moglie. Poi, la separazione. Nel 2022 la donna ha chiesto il divorzio, sancito l'anno seguente dal Tribunale della Sarine, che prevedeva di rinunciare alla condivisione del secondo pilastro.

Tale decisione è stata confermata dal Tribunale cantonale, ma il marito vi si è opposto, presentando ricorso davanti al TF e domandando la divisione a metà degli averi di previdenza professionale messi da parte nel corso del matrimonio. Nel dettaglio, l'uomo ha rivendicato una cifra pari a quasi 45'000 franchi. Secondo il diretto interessato, il fatto che la loro vita comune (due anni) fosse durata meno che la separazione (nove anni) non bastava per rinunciare alla spartizione del secondo pilastro. La moglie, dal canto suo, faceva notare la sproporzione fra i due periodi, rilevando che la gran parte degli averi previdenziali era stata accumulata dopo la rottura.

In linea di principio, il patrimonio del secondo pilastro maturato durante il matrimonio fino alla richiesta di divorzio viene diviso tra i coniugi. Una disposizione di legge prevede, in via eccezionale, la possibilità di astenersi da tale spartizione in presenza di un motivo legittimo. Nel caso in questione, però, il TF ritiene che la sua giurisprudenza resti valida. A far fede è quindi l'intera lunghezza del matrimonio, compreso il periodo trascorso separati. Infatti, sottolineano i giudici losannesi, occorre considerare la durata formale dell'unione e non lo stile di vita effettivamente adottato dai coniugi. La legge definisce un criterio per la durata del matrimonio, rispetto al quale non possono essere applicati i periodi di separazione.

Quest'ultima, conclude l'alta corte, anche se più lunga in confronto alla convivenza, non costituisce di per sé un valido motivo che consenta di rinunciare alla divisione del secondo pilastro. La friburghese si vede pertanto costretta a ripartire questa somma con l'ex marito.

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