Swatch: Hayek è ottimista e promette il rimbalzo, la borsa brinda

A motivare la fiducia del CEO è il vigoroso slancio della domanda registrato nell'ultimo periodo del 2025 e che è proseguito anche con l'inizio del nuovo anno.
BIENNE - Nonostante un 2025 segnato da un'ulteriore contrazione del fatturato e un drastico crollo della redditività Swatch si presenta al nuovo anno con rinnovato ottimismo.
A motivare la fiducia del CEO Nick Hayek è il vigoroso slancio della domanda registrato nell'ultimo periodo del 2025, proseguito senza sosta nel corrente mese di gennaio. Gli investitori hanno reagito con favore e l'azione del gruppo vola in borsa.
«Diventeremo più redditizi» - In un'intervista all'agenzia Awp Hayek ha delineato prospettive di forte ripresa: «Ci aspettiamo uno sviluppo molto positivo per quanto riguarda fatturato e volumi, oltre a un miglioramento sostanziale della redditività». Una previsione particolarmente attesa, dopo che l'utile operativo Ebit del colosso orologiero è crollato a 135 milioni di franchi nel 2025, a fronte dei 304 milioni del 2024, trascinando il margine operativo al minimo storico del 2,1%. Il 71enne non ha dubbi: «Nel corso dell'anno diventeremo sostanzialmente più redditizi e spingeremo l'utile operativo nella fascia tra i 500 e i 600 milioni di franchi».
I mercati chiave - Il rilancio passa attraverso mercati chiave che mostrano segnali contrastanti ma promettenti. «La Cina ha registrato nuovamente una crescita nell'ultimo trimestre del 2025 rispetto all'anno precedente», ha affermato l'imprenditore, sottolineando come il risultato sia stato raggiunto nonostante una «riduzione di circa il 15%» della distribuzione all'ingrosso nel paese, un aggiustamento strategico per diventare «più efficienti e redditizi». Il buon avvio del 2026 in Cina, nonostante l'alto termine di paragone del Capodanno lunare dello scorso anno, rafforza ulteriormente l'ottimismo.
La performance nel Nord America - A sorprendere è stata la performance in Nord America, dove l'azienda ha chiuso il 2025 con una crescita prossima al 20% in valuta locale. «Gli Stati Uniti sono stati il motore del nostro business nell'ultimo anno, nonostante l'incertezza nella politica doganale», ha spiegato Hayek, facendo presente un paradosso: i dazi americani hanno paradossalmente aumentato il valore percepito del marchio "Swiss Made". La chiave del successo negli Usa, secondo il manager, è un cambio generazionale: «Negli ultimi anni, soprattutto i più giovani hanno imparato a conoscere e apprezzare il valore di un orologio meccanico», trainando i marchi del gruppo come Tissot, Omega, Blancpain e Breguet.
La scelta di non licenziare - La scelta strategica di non operare licenziamenti nonostante il mercato difficile, finalizzata a preservare know-how e capacità produttiva in vista della ripresa, ha comunque pesato sui conti 2025. Hayek, che ha avuto spesso un rapporto conflittuale con gli analisti finanziari, difende però questa mossa di lungo periodo, presentandola come un investimento necessario per essere pronti a cogliere la prevista impennata della domanda.
I prossimi mesi diranno se la fiducia del CEO, basata sul «momento molto positivo» in atto, si tradurrà nel rapido e solido ritorno alla prosperità che vorrebbero gli azionisti. Per il momento la borsa dà credito al dirigente: oggi a metà giornata l'azione al portatore - è questo il titolo osservato dagli esperti, non l'azione nominativa - guadagnava il 7%, mentre sull'arco di 12 mesi la performance è positiva nella misura del 4%; Se lo sguardo viene però prolungato a cinque anni la tendenza è negativa per il 33%.



