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SVIZZERADa mafioso a pentito...con lo sconto di pena

16.04.24 - 23:03
Si torna a discutere della normativa sui "collaboratori di giustizia".
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Fonte NZZ
Da mafioso a pentito...con lo sconto di pena
Si torna a discutere della normativa sui "collaboratori di giustizia".

BERNA - «I miei cugini sono arrivati in Svizzera senza soldi e oggi girano con l'Audi». L’intercettazione telefonica di un componente della ‘Ndrangheta mostra in maniera chiara come la Confederazione, per i mafiosi, sia una base preziosa e molto utilizzata per i propri traffici. Non è un caso che nel novembre di tre anni fa, un vasto schieramento di agenti di Polizia (federale e cantonale) arrestò sei persone coinvolte nel traffico di droga e, soprattutto, appartenenti alla mafia calabrese.

Sconto di pena? Come provare a estirpare la criminalità organizzata? Stando a quanto riporta la NZZ, il procuratore generale Stefan Blättler rispolvera una proposta non nuova (e già scartata in passato): lo sconto di pena per i pentiti di mafia. Il motivo è spesso da ricondurre alla difficoltà nel disinnescare le strutture e i “cervelli” dietro la criminalità organizzata.

L'esempio di Buscetta - L’idea prende spunto dalla strada intrapresa anni fa in Italia: dalla confessione di Tommaso Buscetta resa nel 1984, per citare l’esempio più celebre ed eclatante, scaturirono 366 arresti. Nella vicina penisola i collaboratori di giustizia possono accedere a misure riguardanti la tutela fisica, il sostegno economico, il reinserimento sociale e lavorativo.

«Servono i collaboratori di giustizia» - Il dibattito, come detto, non è nuovo in Svizzera. Non solo, tutti i procuratori generali, negli ultimi trent'anni, hanno sottolineato la necessità di cambiare la normativa vigente. Già a giugno dello scorso anno, Blättler era tornato sull'argomento: «La mafia è una società chiusa - aveva dichiarato quest’ultimo al Tages-Anzeiger. - Come volete penetrarla? Con un agente sotto copertura di Berna che non parla dialetto, biondo e con gli occhi azzurri? Potete scordarvelo. I collaboratori di giustizia ci aiuterebbero a combattere la mafia.

«Non serve cambiare nulla» - Nel 2023, il consigliere nazionale liberale radicale ticinese Alex Farinelli aveva presentato un postulato in cui chiedeva al Governo di stilare un rapporto per approfondire la possibilità di creare una norma sui pentiti di mafia. La risposta dell’esecutivo fu che, tutto sommato, la situazione va bene così: «Sarebbe impossibile spiegare alla popolazione e soprattutto alle vittime della mafia come mai persone che hanno commesso od ordinato reati gravissimi possano ottenere l’impunità cooperando».

La piccola normativa sui pentiti - Nella Confederazione c’è già uno strumento che permette di ridurre la pena nel caso in cui l’imputato collabori con la giustizia: la cosiddetta piccola normativa sui pentiti. Il capoverso 4 dell’articolo 260ter del Codice penale svizzero prevede che «il giudice può attenuare la pena se l’autore si sforza di impedire la prosecuzione dell’attività dell’organizzazione». Una norma, però, definita non troppo efficace da gran parte dei pubblici ministeri.

L'esecutivo dovrà chinarsi sul tema - In ogni caso, nonostante il parere contrario, il Consiglio federale dovrà redigere un rapporto sui vantaggi e gli svantaggi dell’adozione di un programma di attenuazione della pena nei confronti dei collaboratori di giustizia o pentiti. Lo chiede un postulato inoltrato da Daniel Jositsch (PS) e adottato dagli Stati per 22 voti a 16.

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Pentiti di mafia

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