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Svizzera«Costretta ad allattare con le manette ai polsi»

06.09.22 - 12:31
Le storie di alcuni rimpatri forzati, raccontati in un rapporto della Commissione per la prevenzione della tortura.
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«Costretta ad allattare con le manette ai polsi»
Le storie di alcuni rimpatri forzati, raccontati in un rapporto della Commissione per la prevenzione della tortura.

BERNA - «Sebbene i rimpatriandi siano in generale trattati in modo professionale e rispettoso, la Commissione si rammarica che il ricorso all’immobilizzazione parziale durante il trasferimento e in aeroporto sia ancora frequente. Una madre incinta, ammanettata davanti ai suoi figli durante il fermo di polizia, ha dovuto allattare il suo bambino con le manette ai polsi. La donna è rimasta ammanettata anche durante la visita del medico convocato. La CNPT ritiene questo trattamento inumano e degradante vista la particolare vulnerabilità di una madre incinta che allatta».

Pratiche di polizia inadeguate Sta scritto anche questo in un rapporto della Commissione nazionale per la prevenzione della tortura che si è espressa su 33 casi di rimpatrio coatto monitorati da aprile a dicembre del 2021. Nel periodo in rassegna, alcuni membri della Commissione hanno seguito anche il trasferimento all’aeroporto di otto rinvii su voli di linea: per alcuni di questi, le pratiche di polizia attuate sono state ritenute inadeguate e la stessa commissione «esorta le autorità a rinunciare in linea di principio a qualsiasi forma di coercizione e a limitarne l’applicazione ai soli casi che rappresentano un pericolo immediato per il rimpatriando o per l’altrui sicurezza»

Gli ammanettamenti in presenza di minori Dal dossier emergono altri particolari, come ad esempio gli ammanettamenti eseguiti davanti ai minori. «La CNPT - si legge in una nota diffusa oggi - ha nuovamente rilevato che dei minori hanno dovuto assistere all’uso di mezzi di contenzione su uno o su entrambi i loro genitori durante il fermo di polizia, in aeroporto e in aereo». Di qui la raccomandazione alle autorità «di astenersi dal ricorso a tali mezzi in presenza di minori».

La Commissione ha osservato che «diverse pratiche, considerate inadeguate, continuano a essere attuate». A tale riguardo ribadisce le raccomandazioni espresse nei rapporti degli anni scorsi.

Fare chiarezza sui livelli di esecuzione del rimpatrio Sulla base dei dati dell’ultimo rapporto, anche nel 2021 la Commissione ha monitorato in modo mirato il trasferimento all’aeroporto di alcuni rinvii dei livelli di esecuzione 2 e 3 «constatando nuovamente che non vi è una differenza chiara tra i rinvii di questi due livelli. Viste le misure coercitive autorizzate per i rinvii del livello di esecuzione 3, andrebbe garantito un controllo indipendente in particolare dei trasferimenti e dell’organizzazione in aeroporto».

No al test obbligatorio COVID-19 per i rimpatriandi. Durante la presenza ispettiva al seguito delle persone riportate in aereo nei loro luoghi di origine, i membri della CNPT - richiamando un articolo di Legge che norma la permanenza in Svizzera delle persone straniere e la loro integrazione - sottolineano la loro contrarietà a sottoporre al test obbligatorio COVID-19 i rimpatriandi. I membri della commissione hanno riferito di avere assistito all'esecuzione di «17 test obbligatori che sono stati eseguiti in aeroporto».

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