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SVIZZERALa campagna di vaccinazione marcia sul posto e le dosi vanno verso la scadenza

23.03.22 - 11:37
La Confederazione sta cercando una soluzione. C'è anche l'intenzione di donare milioni di dosi ad altri paesi
DDPS/Clemens Laub
La campagna di vaccinazione marcia sul posto e le dosi vanno verso la scadenza
La Confederazione sta cercando una soluzione. C'è anche l'intenzione di donare milioni di dosi ad altri paesi

BERNA - Con la recente revoca praticamente di tutti i provvedimenti anti-coronavirus, tra cui in particolare l'obbligo di certificato Covid per frequentare ristoranti e strutture del tempo libero, la campagna di vaccinazione elvetica ha subito una brusca frenata. A livello nazionale il 78,2% degli over 12 ha ricevuto due dosi, il 47,7% di questi ha fatto anche il richiamo.

E nel frattempo in tutta la Svizzera sono poche le iscrizioni per la prima dose o per il richiamo. In Ticino, per esempio, fino al prossimo 26 marzo sono undici le persone che inizieranno il ciclo vaccinale. Mentre per circa quattrocento sarà il momento della seconda dose o del booster, come ci spiegava Ryan Pedevilla, capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione.

Eppure sono molte, anzi moltissime le dosi ancora disponibili nei magazzini della Farmacia dell'esercito. Tanto che circa 400'000 di queste stanno per scadere, come conferma Simon Ming, portavoce dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) dalle colonne di 20 Minuten. Si parla della metà di maggio.  Tuttavia la Confederazione sta cercando una soluzione, anche assieme ai produttori, per poterle comunque utilizzare. Sul fronte della data di scadenza ci potrebbe infatti essere un certo margine di manovra.

Oltre alle 400'000 dosi che stanno per scadere, nei magazzini si contano comunque ancora 6,4 milioni di dosi. «La Confederazione vuole garantire che ogni persona che ha bisogno della vaccinazione, la riceva» afferma ancora Ming. Nel frattempo le autorità si interrogano comunque su cosa fare con le dosi in eccesso. L'intenzione è di donare, durante la primavera, 15 milioni di dosi a paesi che ne hanno necessità. «Si tratta in particolare di vaccini già ordinati e pagati, ma che non sono ancora stati consegnati alla Confederazione».

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