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SVIZZERA
13.08.2021 - 11:510

Rientro scolastico: «Non c'è da preoccuparsi»

Il pediatra e infettivologo Christoph Aebi è convinto che non ci saranno rischi maggiori per i ragazzi.

BERNA - Il rientro a scuola dopo la fine delle vacanze estive in molti cantoni non comporta rischi maggiori per i ragazzi a causa del coronavirus. Ed è molto importante mantenere le scuole aperte per evitare pesanti danni secondari a ragazzini e adolescenti. Lo rileva il pediatra e infettivologo bernese Christoph Aebi in un'intervista pubblicata oggi dalla Neue Zürcher Zeitung (NZZ).

Le ospedalizzazioni e i casi gravi tra i bambini e gli adolescenti non sono aumentati finora; un fatto probabilmente dovuto alle vacanze estive, dice Aebi. Secondo il pediatra non c'è quindi motivo di particolare preoccupazione per il rientro scolastico.

Riguardo alle strategie di protezione necessarie per tutelare la salute dei ragazzi, Aebi ritiene che sia di primaria importanza mantenere le scuole aperte, poiché è stato dimostrato che la loro chiusura comporta pesanti danni secondari ai bambini. Il medico chiede inoltre di rinunciare alle mascherine protettive a livello primario e secondario.

Per quanto concerne i test di massa l'infettivologo ritiene che nelle scuole abbiano avuto poco effetto pratico di prevenzione dell'epidemia, ma possono aiutare a rassicurare la popolazione e le autorità. Resta però da vedere se ciò varrà anche per la variante Delta del virus.

Fra le misure generali di contrasto Aebi ritiene soprattutto una buona pratica arieggiare bene e frequentemente i locali di insegnamento: un'operazione facile che può essere organizzata in modo fisso e regolare. È invece più scettico per quanto riguarda la misurazione del CO2 e l'installazione di filtri d'aria: nel caso del Covid-19 è probabile che i contatti ravvicinati giochino un ruolo maggiore rispetto alla riduzione a lungo termine del numero di particelle dell'agente patogeno nella classe.

Dalla fine di giugno, anche i ragazzi dai 12 ai 15 anni possono essere vaccinati, ma finora l'offerta è stata poco utilizzata. Il tasso di vaccinazione è probabilmente molto inferiore al 10%. Un motivo è probabilmente che l'infezione è innocua per la stragrande maggioranza dei ragazzini e degli adolescenti, presso i quali il numero di infezioni è anche diminuito massicciamente di recente.

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