Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
03.03.2020 - 06:000
Aggiornamento : 10:36

Bigliettini, urla per strada, uova e lettere a casa se guidi il Suv

Chi possiede un'auto di grossa cilindrata si ritrova nel mirino di alcuni gruppi e partiti politici.

«Queste cose non aiutano in alcun modo la causa ambientale e vanno condannate».

WINTERTHUR - Insulti urlati per strada dai ciclisti. Lettere ricevute per posta piene di offese. Un biglietto sotto ai tergicristalli con termini tutto meno che gentili. E infine, l'ultimo episodio sabato, l’auto in un parcheggio ricoperta di uova. Il motivo? Il proprietario guida un Porsche Cayenne, mal visto da alcuni che lo prendono di mira.

A.H. e sua moglie abitano a Winterthur. Hanno il Cayenne, ma anche una Renault Clio. La macchina grande la usano principalmente quando portano in giro il cane. «La gabbia non ci sta in quella piccola», spiegano a 20 Minuten. Negli ultimi mesi proprio a causa del Suv si sentono attaccati da più fronti. «Girare con quell’auto sta diventando non più sicuro - si sfoga il 31enne, dipendente delle FFS -. Ho reso la mia targa segreta dopo avere ricevuto delle lettere a casa. E non possiamo più parcheggiare fuori da zone dotate di videocamere di sorveglianza».

Daniel Graf, portavoce del Touring Club Svizzero (TCS), spiega che «i Suv sono spesso nel mirino di alcuni gruppi e partiti politici». Ma questi atti non devono mai essere giustificati. «Sono inaccettabili. E i vandalismi devono essere immediatamente denunciati all’assicurazione». Guardare con occhio diverso chi guida un Suv perché “inquina di più” sarebbe inoltre poco intelligente. «È equipaggiato con lo stesso motore e la medesima tecnologia avanzata di tutti gli altri veicoli. A volte è addirittura migliore». 

Anche Linus Dolder, del movimento per il clima svizzero, condanna insulti e danni materiali indirizzati ai proprietari di Suv. «Queste cose non aiutano in alcun modo la causa ambientale». Nonostante non condivida la scelta di possedere un’auto, tantomeno una di grossa cilindrata, «non bisogna demonizzare qualunque persona alla guida di un Suv». Per fare in modo che sempre più persone pensino all’ambiente e cambino le loro abitudini, secondo Dolder è necessaria un’inversione di tendenza: «Bisogna ampliare il trasporto pubblico, renderlo più attraente anche a livello economico. Deve diventare più comodo prendere il treno o il bus piuttosto che l’auto». Solo così la Svizzera sarà in grado di raggiungere gli obiettivi legati al clima che si è prefissata.


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