Keystone (archivio)
La pubblicità sul tabacco ci fa crollare in classifica.
SVIZZERA
21.02.2020 - 10:590
Aggiornamento : 11:34

Prevenzione al tabagismo, Svizzera penultima

Nella classifica europea ha perso 14 posizioni nel 2019. Peggio di noi solo la Germania

BERNA - La Svizzera è al penultimo posto in Europa per quanto riguarda la prevenzione del tabagismo. Nella classifica annuale ha perso 14 posizioni nel 2019. In fondo si piazza la Germania, mentre al primo la Gran Bretagna.

Ancora una volta la Svizzera ha indietreggiato nella "Tobacco Control Scale in Europe" (Scala di controllo del tabacco in Europa), ha precisato oggi l'Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo (AT). Nel 2013 la Confederazione era al 18° posto, nel 2016 era scesa al 21esimo. Quest'anno le pessime valutazioni riguardano soprattutto la «pubblicità del tabacco» perché nessun Paese preso in considerazione è così liberale in materia.

A differenza della Svizzera, la maggior parte dei Paesi europei ha fatto progressi nella lotta al tabagismo. Nel 2016 è entrato in vigore nell'UE il divieto per le sostanze che facilitano l'inalazione e dal 20 maggio di quest'anno sarà vietata la vendita di tabacco aromatizzato, che attrae soprattutto gli adolescenti. In Svizzera invece la lobby del tabacco è riuscita a far naufragare simili proposte, spiega un comunicato.

Il risultato è che nel nostro Paese, «patria della multinazionale del tabacco», la percentuale di fumatori non cala più dal 2007: il 27% della popolazione fuma e la quota sale addirittura al 32% tra gli adolescenti e i giovani adulti. Nel 2016 il Parlamento federale ha respinto un progetto di legge federale sui prodotti del tabacco e ridotto al minimo la protezione di bambini e giovani, ricorda l'AT.

Berna non ha ancora ratificato la Convenzione quadro internazionale per il controllo del tabacco (FCTC) del 2004 dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che definisce standard minimi di legge comuni. Dal 2013 il Parlamento ha anche tolto al Consiglio federale la competenza per aumentare la tassa sul tabacco, che viene usata in altri Paesi per creare un effetto dissuasivo. Gli amenti di prezzo operati negli ultimi anni sono stati decisi dai produttori, non per ragioni di prevenzione.

Per quanto riguarda le e-sigarette, in Svizzera «vige la legge del Far West», poiché non esiste una regolamentazione nazionale. Attualmente, solo in Vallese e a Basilea Campagna è in vigore un'età minima di vendita delle sigarette elettroniche, ricorda l'associazione.

Da quindici anni l'Associazione delle Leghe europee contro il cancro confronta le misure adottate dagli Stati europei per ridurre il consumo di tabacco e stila la "Tobacco Control Scale in Europe". L'edizione di quest'anno è stata pubblicata ieri i occasione dell'ottava Conferenza europea sul tabacco o sulla salute a Berlino.

In Svizzera il consumo di tabacco provoca ogni anno 9'500 decessi e causa costi medici diretti per almeno 3 miliardi di franchi, ricorda l'AT.

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