Ti Press (archivio)
SVIZZERA / ITALIA
22.06.2019 - 10:150
Aggiornamento : 15:02

Migranti «picchiati e umiliati» dalla polizia svizzera

Una coppia denuncia il trattamento subito dalle autorità del nostro Paese: «Volevano toglierci anche la nostra bambina»

ROMA - Ha deciso di non rimanere nel silenzio, ma di raccontare la propria storia, una coppia di migranti originaria della Costa D'Avorio. La quale sarebbe stata maltrattata dalla Polizia svizzera prima di espellerla e rimandarla nel Paese che per primo l'ha ospitata, così come prevede il Trattato di Dublino. La testimonianza di Joelson e Tatiana è stata raccolta da Repubblica e ripresa anche da diverse altre testate.

I due, partiti dalla Libia nel 2017, erano stati salvati da una nave umanitaria. Approdati a Salerno e poi a Torino, avevano poi attraversato il confine con la Svizzera arrivando ad Albinen (VS). Ed è proprio nella località divenuta nota per i 25mila franchi offerti a ogni nuovo abitanti che sarebbe iniziato l'incubo. La coppia sarebbe stata ammanettata, perquisita, incappucciata e addirittura picchiata. 

«Ci hanno trattato come bestie, umiliati e picchiati. Addirittura gli agenti di polizia svizzeri mi hanno messo le manette e perquisita corporalmente», ha raccontato Tatiana. «Hanno detto: c'è un aereo pronto per voi e quindi ci hanno picchiato e incappucciato», ha affermato dal canto suo Joelson.

I due in aeroporto non hanno nemmeno potuto tenere con loro la bambina di otto mesi, tenuta in braccio da una poliziotta fino a un attimo prima della partenza. Ora la famiglia è a Napoli, ospite di un centro di accoglienza.

 

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