Flavio Ambrosetti: "Arbitrare Ambrì-Lugano è stato come realizzare un sogno"

Il linesman ticinese è alla sua prima esperienza nella massima serie e finora ha già diretto quattro partite, fra cui il derby terminato 1-0 in favore dei leventinesi
Il linesman ticinese è alla sua prima esperienza nella massima serie e finora ha già diretto quattro partite, fra cui il derby terminato 1-0 in favore dei leventinesi
LUGANO – La stagione 2013-2014 di LNA di hockey su ghiaccio propone cinque ticinesi in pianta stabile a Lugano (Dal Pian, Fazzini, Simion, Sannitz e Balmelli), cinque ad Ambrì (Bianchi, Duca, Grassi, Dotti e Pestoni) e tre nella squadra degli arbitri, fra cui la new entry Flavio Ambrosetti. Il 24enne fa il linesman, vive a Figino, lavora durante il mattino in una ditta di articoli pubblicitari di Melide (Melago SA), mentre il pomeriggio lo dedica completamente alla condizione fisica. Ha fatto tutta la trafila delle categorie e a partire da questa stagione ha avuto il merito di esordire in LNA: finora ha già arbitrato quattro partite.
Flavio Ambrosetti, come mai hai deciso di diventare arbitro?
“Tutto è iniziato diversi anni fa arbitrando l’inline skater per hobby, giusto per ricevere una piccola paghetta per uscire la sera a bere qualcosa con gli amici. Un giorno un amico, Daniele Guidi, mi ha chiesto di provare sul ghiaccio e ho quindi deciso di cimentarmi in questa nuova avventura, nonostante fossi ancora un giocatore di hockey”.
Dove hai giocato?
“Ho fatto tutte le trafile delle squadre giovanili del Lugano fino al primo anno di Elite come portiere. In quel momento però, complice un incidente della circolazione, ho rotto la mano. Sono stato fermo un anno e mezzo e purtroppo, come si dice in gergo, ho perso il treno. Quando sono uscito dall’infortunio e sono nuovamente sceso sul ghiaccio, ho disputato alcune partite con la Seconda e la terza Lega del Ceresio, per avere più minuti nelle gambe. Il problema è che non avevo più grandi ambizioni personali, ero abituato a un altro tipo di livello e diciamo che quella stagione ha coinciso con il mio inizio di arbitro”.
Come sono stati i tuoi inizi?
“Ho iniziato ad arbitrare la terza e la quarta Lega regionale in Ticino. Poi però, se volevo continuare con questa carriera, avrei dovuto fare una scelta, perché sarebbe stato difficile conciliare le due cose. È stata una scelta tutt’altro che semplice dopo tanti anni, ma sono stato premiato, visto che alla fine i risultati sono arrivati. Tutto questo lo devo soprattutto ai quattro arbitri ispettori che mi hanno seguito a livello ticinese, Kohler ed Espinoza (LNA), Boverio (arbitro principale Elite) e San Pietro (seconda divisione).
Quando?
“Ho iniziato nel 2006 a 17 anni. Ho fatto una stagione per Lega e in quattro anni sono arrivato in Prima Divisione. Poi sono stato promosso nel gruppo Elite, che è un pool dove si arbitra la massima categoria a livello giovanile sempre con gli stessi arbitri. In questo gruppo nascono poi i futuri arbitri di LN. Dopo una stagione e mezza negli elite, sono stato promosso in LNB e poi è arrivato il grande salto in LNA”.
Differenza fra Linesman e arbitro principale?
“I linesman si occupano in generale di una squadra a testa e sono responsabili di tutti i dettagli come l’equipaggiamento in ordine o l'effettivo della squadra per esempio. Poi, ci sono tutte le infrazioni di gioco (ingaggi, offside, icing,). L’arbitro principale invece ha il resto delle responsabilità, come le reti, e le penalità. Noi possiamo fischiare un cambio scorretto o se un giocatore butta fuori il disco. Ci sono sicuramente altri compiti dettagliati, ma le differenze principali sono queste".
Obiettivi?
“Essere fisso in LNA come linesman e un domani mi piacerebbe avere una licenza internazionale. Poi magari dopo tanti anni, mi piacerebbe provare a diventare arbitro principale, ma per farlo dovrei ri-iniziare dalla Prima Lega”.
Che partite hai arbitrato e che sensazioni hai provato?
“Il debutto è stato Bienne-Kloten, è stata una partita particolare, ero nervoso e avevo paura di sbagliare (Tv, gente…). Dopo i primi due-tre giri di pista però, quando sono entrato in partita, non ci ho più fatto caso. Poi, Berna-Losanna dove c’erano 16'000 persone, è stato impressionante il primo impatto. La terza partita ho arbitrato Ambrì-Lugano e da ticinese è stato come realizzare un sogno. Quando ero piccolo avrei voluto giocarlo il derby, anche se arbitrarlo è stato comunque emozionante. Infine, Ginevra-Friborgo”.
Cosa consiglieresti a qualcuno che vuole iniziare?
Sicuramente dev’essere una passione, dove si possono ottenere grandi soddisfazioni. Ma arrivati a un certo livello è difficile arbitrare ed essere giocatore. Inoltre “No refs no game", è la campagna seguita da Kohler, dove spiega il ruolo dell’arbitro. Questo è un modo per avvicinare e sensibilizzare i giovani a questa disciplina”.








