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16.07.2019 - 22:120
Aggiornamento : 09.08.2019 - 10:39

«A Davos dopo una stagione frustrante, ma con l'Ambrì mi sono lasciato bene»

Lorenz Kienzle riparte dai grigionesi: «Wohlwend mi ha voluto a Davos, sa cosa aspettarsi da me. Famiglia? Resta in Ticino, farò avanti e indietro insieme al mio cane»

DAVOS - «Sarà una bella sfida e sono felice d'affrontarla, la scorsa stagione è stata lunga e frustrante: ora voglio ripartire proprio come il Davos», parola di Lorenz Kienzle, difensore 31enne che, dopo un'annata complicata in maglia biancoblù, è rientrato nell'operazione che ha portato Julian Payr ad Ambrì. Lo scambio, con Kienzle approdato nei Grigioni e il 18enne austriaco con licenza svizzera ai leventinesi, è stata una buona soluzione per tutti.

«Abbiamo trovato la migliore per tutte le parti coinvolte, siamo contenti», aggiunge l'ex Lugano e Friborgo, precisando di essersi lasciato bene con i biancoblù. «C'è rispetto reciproco. Durante la stagione c'è sempre stato un buon dialogo e prima di firmare a Davos ho parlato con Duca. Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo dati la mano, ognuno ha augurato all'altro i migliori successi per il futuro».

Pronto ad iniziare un nuovo capitolo della sua carriera, nei Grigioni Kienzle vuole tornare a recitare un ruolo da protagonista.
«Anche il Davos, proprio come me, ha avuto un campionato difficile (fuori dai playoff dopo 25 anni, ndr). In seguito ci sono stati tanti cambiamenti. Ora, insieme, vogliamo costruire qualcosa e tornare a fare bene».

Hai già preso confidenza con la nuova realtà?
«Adesso i giocatori sono in vacanza, mentre io sono già stato a Davos per vedere un appartamento e ne ho approfittato per una pattinata sulla pista d'allenamento. Quando sono stato qui per firmare il contratto ho invece avuto occasione di incontrare lo staff e il ds Raffainer. Ho visto anche un paio di ragazzi come Samuel Guerra, un amico che sento spesso».

Alla Vaillant Arena Kienzle ritrova Christian Wohlwend, con cui ha già lavorato a Lugano.
«Christian e Raffainer mi hanno chiamato e detto chiaramente che mi volevano a Davos. Per un giocatore è una cosa bellissima, tanto più dopo una stagione difficile. Coach Wohlwend ha detto che sa esattamente cosa aspettarsi da me, non potrei chiedere di meglio. Sono contento di giocare per lui».

Lo scambio è nato da una sua richiesta?
«No, in realtà Payr cercava una nuova sistemazione, ma i grigionesi volevano cederlo solo dopo aver trovato un sostituto. Allora Ambrì e Davos hanno avuto questa intuizione ed è nata l'operazione».

Tornando all'esperienza ad Ambrì - vissuta spesso in sovrannumero - cosa non ha funzionato?
«Sono un giocatore inadatto al gioco e al sistema di Cereda. Non è andata bene, ma nella vita può succedere. Andiamo avanti».

Ultime battute sulla tua famiglia. Lo scorso anno, dopo due campionati a Friborgo che avevano seguito la lunga esperienza a Lugano, eri tornato in Ticino anche per stare vicino a tua moglie e tua figlia piccola. Verranno con te a Davos?
«Questa sarà un'altra sfida perché loro rimangono a Gravesano. Io mi prendo un piccolo appartamento a Davos e farò avanti e indietro insieme al mio cane... (ride, ndr). L'idea sarebbe poter tornare due volte a settimana. La fortuna è che Davos non è lontano», conclude il difensore Lorenz Kienzle.

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Evry 12 mesi fa su tio
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Max Negri 1 anno fa su fb
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