«La scuola spagnola ha soppiantato quella italiana come modello di eccellenza»

Philipp Lahm si è espresso sul fallimento azzurro: «L'approccio retrò è tornato in auge per colpa del'Atalanta»
Philipp Lahm si è espresso sul fallimento azzurro: «L'approccio retrò è tornato in auge per colpa del'Atalanta»
BERLINO - Il fallimento dell'Italia sta facendo molto rumore e sta portando a diverse riflessioni. Non solo nella vicina Penisola ci si sta interrogando su un calcio non più al passo coi tempi, ma anche in Germania c'è chi pensa che serva più innovazione. Per evitare un tracollo sulla falsariga di quello azzurro.
A interrogarsi è uno degli ex pilastri della "Mannschaft", ovvero Philipp Lahm. «L'Italia è rimasta indietro - ha detto il 42enne - Se la Germania imbocca questa nuova strada potrebbe fare la fine dell'Italia. Tutto ciò può succedere anche a noi. Mi sorprende che così tanti difensori in Bundesliga stiano di nuovo marcando a uomo. A noi gli allenatori dicevano: "Segui il tuo avversario in bagno". Volevano una marcatura a uomo, così i difensori non potevano pensare troppo. Questo approccio superato, retrò, sta tornando in auge, colpa dell'Atalanta, che ha vinto l'Europa League nel 2024 contro il Bayer Leverkusen, giocando in quel modo».
Un calcio ormai superato: «La scuola spagnola ha soppiantato quella italiana come modello di eccellenza. L'Italia continua a produrre allenatori per il mercato internazionale, anche dopo Carlo Ancelotti. Ma le squadre non vincono più. Il calcio azzurro manca di intensità, impegno, dinamismo, atletismo. Non ha iniziativa, per questo non ha giocatori di livello mondiale. L'ho scritto nella mia rubrica e sono stato attaccato dal Süddeutsche Zeitung, che ha definito tutto questo un "cliché"».




