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L'OSPITE - ARNO ROSSINI

«La nuova proprietà del Lugano? Un grande regalo»

«Niente firma tra il Lugano e Croci-Torti? In futuro faranno tutti le opportune valutazioni»
«La nuova proprietà del Lugano? Un grande regalo»
TI-Press
«La nuova proprietà del Lugano? Un grande regalo»
«Niente firma tra il Lugano e Croci-Torti? In futuro faranno tutti le opportune valutazioni»
Arno Rossini: «Per il Lugano l’Europa è un obiettivo primario».
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LUGANO - L'anno scorso è partito malissimo ed è finito in trionfo. In questa stagione cosa accadrà invece a Lugano? Le certezze, a Cornaredo, sono molte più rispetto a quelle di dodici mesi fa; dovrebbe bastare questo per ...

LUGANO - L'anno scorso è partito malissimo ed è finito in trionfo. In questa stagione cosa accadrà invece a Lugano? Le certezze, a Cornaredo, sono molte più rispetto a quelle di dodici mesi fa; dovrebbe bastare questo per permettere ai tifosi di essere positivi…

«Io vedo una società stabile e già questa è una grande cosa - è intervenuto Arno Rossini - Vedo progetti che nascono, vedo la volontà di potenziare la under21 che per me è fondamentale, vedo la città - i tifosi e la politica intendo - contenta e tutto ciò sicuramente dà serenità all'ambiente bianconero. Parliamoci chiaro, ora possiamo dirlo tranquillamente: la nuova proprietà è stata un grande regalo per tutti».

Tutto questo come può tradursi in risultati?
«Bisogna andare con ordine. Credo che il club si sia mosso con intelligenza, rimpiazzando i giocatori partiti con elementi interessanti. Faccio degli esempi: c’è Arigoni che è una forza della natura, c’è Mai che sembra solidissimo, Doumbia non ha bisogno di presentazioni... A tutto ciò si deve poi aggiungere un mercato che, ne sono convinto, qualora ci fossero la possibilità e le necessità, potrebbe regalare ancora qualcosa alla squadra. Si deve inoltre tener conto del fatto che l’allenatore è stato confermato, che lo staff tecnico è stato potenziato… Ci sono insomma tutte le premesse perché il Lugano, capace di arrivare alla nuova stagione senza subire scossoni, nei prossimi mesi possa fare bene. Poi, ovviamente vedremo cosa dirà il campo…».

Fare bene significa disputare un campionato come quello da poco andato in archivio?
«Se i tanti giovani in rosa si confermeranno, la squadra è tranquillamente da primi tre-quattro posti».

Oltre quello non si può andare?
«Tutto è possibile. Dipenderà chiaramente molto dal livello che riusciranno a toccare alcuni singoli, soprattutto quelli dai quali ci si aspetta un salto di qualità».

Oltre a campionato e Coppa Svizzera, i bianconeri si misureranno nelle qualificazioni dell’Europa Conference League.
«Quella competizione è da considerare assolutamente come un obiettivo primario. Qualificarsi per i gironi porterebbe stimoli, visibilità e… soldi, che andrebbero a rendere più solida la società. Sono certo del fatto che a Cornaredo stiano lavorando intensamente anche e soprattutto per farsi trovare pronti per gli ormai prossimi match internazionali».

Dal gruppo ticinese sono usciti Maric, Lavanchy, Custodio, Lovric… tanti senatori insomma.
«È inutile ricordare come uno dei punti di forza della scorsa stagione sia stato il gruppo. E questi citati sono stati dei pilastri dello spogliatoio. Oltre al loro apporto in campo, sono stati preziosi perché hanno aiutato a risolvere o comunque prevenire molti problemi. La loro partenza si farà sentire? Erano importanti ma a Lugano sono rimasti altri giocatori di spessore e mi vengono in mente i vari Sabbatini, Daprelà, Ziegler e Facchinetti. Di uomini in grado di dare l’esempio, insomma, ce ne sono ancora molti».

E poi c'è sempre Croci-Torti.
«Quando fu scelto come sostituto di Braga, lo scorso anno, ci mostrammo scettici, è vero; Mattia ha in ogni caso dimostrato di meritare di sedere su quella panchina».

Nonostante gli ottimi risultati ottenuti, la società non lo ha premiato con il rinnovo di contratto, in scadenza il prossimo giugno.
«In un altro caso, in un club con maggior appeal magari, il mancato rinnovo avrebbe potuto condizionare; a Lugano non credo invece sarà un grandissimo problema. Più che un accordo, credo infatti che Mattia cercasse il sostegno da parte dei dirigenti. E questo mi pare ci sia stato. Insomma non sarà un contratto che ancora manca a portare malumore in squadra. E questo perché Croci-Torti, che è quasi di famiglia in società, sa muoversi molto bene: riesce sempre a ottenere il massimo da tutti grazie anche all'entusiasmo che sa portare. In più, e questo è innegabile, nei mesi ha acquisito grande esperienza anche a livello tattico. Niente firma? In futuro faranno tutti, anche lui, le opportune valutazioni. È comunque l'uomo giusto al posto giusto».

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