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BASILEA
15.03.2021 - 17:400
Aggiornamento : 16.03.2021 - 12:49

Ecco perché tutta quella gente era davanti allo stadio

Migliaia di persone in era Covid attorno al nuovo San Giacomo. Gli ultrà erano inferociti con il presidente.

Nel mirino la cattiva gestione della società. In particolare c'è il timore che il club finisca in mani straniere.

BASILEA - Migliaia di tifosi del Basilea calcio si sono dati appuntamento davanti allo stadio, in barba alle misure anti Covid sugli assembramenti, nella serata di sabato. E non solo per festeggiare i 20 anni del nuovo Sankt Jakob Park a margine della partita contro il Lucerna, poi vinta col punteggio di 4-1. No. Nel mirino di una contestazione pacifica, ma che ha sollevato più di un interrogativo visto il periodo delicato dal punto di vista sanitario, c'era la dirigenza. In particolare il presidente Bernhard Burgener, imprenditore nel campo dei media.

Striscioni di contestazione già da mesi – Con i volti coperti da mascherine e sciarpe, gli ultrà hanno risposto presente all'appello per manifestare, attorno al Sankt Jakob. Si sono mossi da Gellertstrasse fino all'area dietro alla curva per chiedere una "ventata di aria fresca" nel club. Lo hanno fatto con una sorta di simbolico abbraccio al loro "Joggeli", come viene affettuosamente chiamato lo stadio di Basilea. Una città che sente forte il suo legame con la squadra. Dall'estate scorsa la tifoseria sta vivendo un'inquietudine tenuta a bada soltanto dalla pandemia ed espressa dai gruppi organizzati con striscioni di protesta contro la dirigenza apparsi in diverse parti dell'area urbana.
 
La società britannica – Nel mirino, più che i risultati stagionali deludentissimi per un popolo, quello basilese, abituato per dieci anni al calcio internazionale e all'abbondanza di vittorie e titoli, c'è Burgener. Gli ultrà della Muttenzerkurve parlano di una società "al bivio". A sollevare malumori è l'intenzione del presidente di vendere una parte del pacchetto azionario (dal 20 al 30%) a Centricus, una società d'investimenti britannica. 

Si spera in David Degen – Un progetto che potrebbe riuscire soltanto se l'azionista di minoranza, l'ex calciatore David Degen, non farà valere il suo diritto di prelazione. Degen avrebbe tempo fino a fine mese per decidere, ma secondo fonti ben informate, il 26 marzo rinuncerà a esercitare il suo diritto e ciò darebbe il via libera a Centricus. I tifosi, sabato sera, hanno chiesto a gran voce all'ex giocatore basilese, di salvare il Basilea e di impedire che si imponga la società di investimenti britannica.

Un amore mai sbocciato – Contrariamente a chi l'ha preceduto (memorabile l'invasione di campo dei tifosi della Muttenzerkurve il 2 giugno del 2017 durante Basilea-San Gallo per ringraziare Bernhard Heusler), Burgener, dal suo arrivo alla presidenza, non ha mai goduto di grande popolarità tra i tifosi. Accusato di non essere all'altezza della sua funzione, il movimento "Ystoo für e FCB" (io sto con l'FCB) attorno al quale ruota il mondo del tifo organizzato basilese, nel settembre del 2020 ha lanciato una petizione online con lo scopo di sfiduciare il presidente nell'assemblea generale ed eleggerne uno nuovo "che non sia dipendente da holding o società per azioni".  

«Sull'orlo del baratro» – In un'intervista alla Basler Zeitung, l'archistar Jacques Herzog, che è stato progettista insieme a Pierre de Meuron del nuovo San Giacomo, non ha risparmiato critiche nei confronti dell'attuale dirigenza del Basilea: «Oggi il Football Club Basilea è sull'orlo del baratro a causa di una cattiva gestione».

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