Keystone (foto d'archivio)
+4
CALCIO
Risultati e classifiche
ULTIME NOTIZIE Sport
SERIE A
5 ore
Vittoria da Dea, Inter con il vento in poppa
Battuta 1-0 l’Atalanta, passo enorme verso lo scudetto per la truppa di Conte.
MERCATO
6 ore
Assalto al mostruoso Haaland: sul piatto 270 milioni
Il Real Madrid fa sul serio ed è pronto a tutto per far indossare la camiseta blanca al prodigio norvegese
MOTO GP
9 ore
«Non potrò guidare una MotoGP tanto presto…»
Marc Marquez: «Inizierò con piccole moto. So che mi aspettano: lavoro per tornare quello che ero»
TENNIS
9 ore
Jil Teichmann detta legge
La 23enne elvetica, in campo a Dubai, si è sbarazzata di Katarina Zavatska.
GIUBIASCO
10 ore
La Fondazione Footuro aiuta il calcio giovanile
La fondazione prosegue nella sua attività in aiuto del calcio giovanile ticinese
TENNIS
12 ore
Djokovic supera Federer: «Mi entusiasma percorrere la strada dei giganti»
Nole da record: il serbo ha iniziato la settimana numero 311 in vetta al ranking Atp.
AUTOMOBILISMO
14 ore
Ritorno a casa per Alex Fontana
Il ticinese ritrova Emil Frey Racing per il GT World Challenge Europe 2021 al volante di una Lamborghini
SUPER LEAGUE
15 ore
Lugano, sei dove meriti
Sconfitti e delusi, i bianconeri devono trovare il modo di rimanere a galla.
HCAP/HCL
19 ore
Lugano allergico ai fronzoli
Biancoblù in crescita. Contro chi ha tanta qualità (vedi i bianconeri), la voglia da sola però non sempre basta.
MOTO GP
1 gior
«Rossi? C'è sempre una lunga fila davanti al suo palco»
Il team manager della Petronas: «Non credo che tutti i componenti della squadra sappiano "cosa" stia arrivando».
SERIE A
1 gior
Il Napoli piega il Bologna
I partenopei si sono imposti 3-1, mentre Sampdoria-Cagliari è terminata 2-2.
DERBY
1 gior
L’Ambrì non graffia e il Lugano lo punisce
La truppa di Pelletier ha sconfitto i cugini biancoblù alla Valascia 3-1. Doppietta di Lajunen.
SWISS LEAGUE
1 gior
Rockets da sballo: i Razzi vincono ancora
I ticinesi hanno liquidato il Winterthur con il punteggio di 7-3 e nei pre-playoff affronteranno il Visp.
SUPER LEAGUE
1 gior
«Siamo tutti delusi. Ora non bisogna andare in panico»
Mister Jacobacci è amareggiato in seguito alla battuta d'arresto casalinga rimediata dal suo Lugano contro lo Zurigo.
ATLETICA
1 gior
Meravigliosa Ajla: oro continentale con record
Vittoria nei 60m in 7”03: la ticinese ha distrutto la concorrenza.
NATiONAL LEAGUE
1 gior
Il Ginevra sculaccia il Losanna
Le Aquile hanno vinto il derby nettamente: 5-1 il risultato finale in loro favore.
SUPER LEAGUE
1 gior
Il Lugano perde e viene scavalcato dallo Zurigo
La truppa di Jacobacci si è inchinata di misura ai tigurini: 1-0 il risultato finale. Vincono anche Sion e Lucerna.
SERIE A
1 gior
Successi per Milan e Roma
I rossoneri hanno espugnato Verona (2-0), mentre i giallorossi hanno regolato il Genoa (1-0). Vince anche il Crotone.
SUPER LEAGUE
20.01.2021 - 13:000
Aggiornamento : 21.01.2021 - 09:07

«Dieci anni fa il Lugano avrebbe fatto fatica a salvarsi»

Arno Rossini: «Partono i giovani migliori e arrivano stranieri economici».

Meno soldi, meno voglia: così lo spettacolo sparisce.

LUGANO - Sion-Lugano ha ufficialmente riaperto una Super League che sempre più raramente riesce a entusiasmare. C’è l’agonismo, certo, ci sono tensione ed emotività; in quanto a spettacolo, però, è sempre più dura trovarne.

«Vero - è immediatamente intervenuto Arno Rossini - negli ultimi anni la qualità è diminuita parecchio. E questo influisce pesantemente sul rendimento delle squadre. Su quello che riescono e possono fare». 

Siamo al classico “ai miei tempi”?
«No, non si deve andare troppo indietro per ricordare una Super League ben più "difficile" e in grado - al contrario di ora - di fare da serbatoio per la Nazionale. Già solo 5-10 anni fa il livello era molto più alto. Penso alle stagioni del Basilea formato europeo. Di buonissimi giocatori, in quel periodo, in Svizzera ce n'erano parecchi. Ora invece vedo tanti ragazzi limitati tecnicamente e, purtroppo, neppure dominanti fisicamente».

Le due cose non vanno di pari passo?
«No, la prima ha una “causa” economica. Per la seconda ci sono invece colpe evidenti. La prima è figlia della perdita di competitività finanziaria dei nostri club, sempre pronti a lasciar partire i giocatori migliori e a rimpiazzarli con giovani non all’altezza…».

Largo ai giovani, si è sempre detto.
«Vero, ma il discorso ha senso se si guarda alla qualità. Invece la situazione porta i nostri ragazzi migliori a partire presto per l’estero, in cerca di fortuna. Al loro posto, poi, vengono chiamati stranieri economici. Si acquista scommettendo. Ma le scommesse non sempre vanno bene. E in generale, comunque, non aiutano ad alzare il livello del campionato. Anche perché chi arriva spesso è troppo acerbo per essere già “formato” o troppo vecchio per essere determinante. Gli stranieri forti, nell’età giusta, in Svizzera non vengono».

E gli under rossocrociati che vanno in Italia, Francia, Germania… non è un bene?
«Per loro sì, di certo. Per il nostro campionato no. Ma la scelta di partire è comprensibile: muoversi in una squadra media all’estero è molto più utile che stare in una big di Super League. Guardate per esempio Kevin Rüegg, passato dallo Zurigo al Verona. Al Letzigrund avrebbe giocato sempre, al Bentegodi lo fa raramente. Ma se azzecca la partita o riesce a imporsi, lo step successivo per lui è il Milan o l’Inter o la Juve… Fosse rimasto in biancoblù dove sarebbe andato? Forse al Basilea. O magari dopo anni, ormai passato il treno giusto, in una bassa Bundesliga». 

Il problema fisico invece?
«Il nostro pallone è sempre stato “ostico”, a livello continentale, perché la mancanza di qualità era sopperita con un ritmo e una fisicità che le squadre dei grandi campionati non avevano. Ora pure questa caratteristica è svanita».

Ci siamo imborghesiti?
«Abbiamo forse pensato di avere abbastanza qualità da permetterci di diminuire la velocità. Non è così. La realtà è che, da sempre, in allenamento ai giocatori non piace faticare senza palla. Le società, gli staff tecnici, non dovrebbero assecondare la mancanza di “voglia” di qualcuno. Di molti».

Finita l’analisi della crisi, ecco la domanda più difficile: come ne usciamo?
«La Federazione dovrebbe sostenere i club. Dovrebbe aprire i cordoni della borsa per renderli economicamente più stabili. Così facendo qualche buon calciatore in più si potrebbe trattenere. E poi, mi ripeto, si deve tornare a investire pesantemente, soldi ma anche tempo e conoscenze, sui settori giovanili. I nostri non sono produttivi. Mi sapete dire quanti ragazzi formatisi in Ticino sono arrivati al professionismo negli ultimi cinque anni? A me vengono in mente solo Giotto Morandi e Stefano Guidotti… Altrove va un po’ meglio ma la situazione non è comunque rosea. Questo accade anche perché far crescere i giovani è dispendioso, mentre è relativamente semplice rimanere competitivi ingaggiando calciatori già “fatti”. Pur se questi non sono eccelsi».

Basta la fantasia?
«E la competenza. E il Lugano ne è la prova. Con intelligenza e creatività, a Cornaredo hanno infatti saputo mettere insieme una squadra che al momento è terza in classifica. Sono stati bravi. Li si deve applaudire. Hanno grandi meriti, compreso quello di riuscire ad approfittare dei demeriti altrui, come quelli di un Sion pessimo, contro il quale a parer mio hanno perso due punti. Se il campionato fosse stato più competitivo, con quel budget i bianconeri avrebbero tuttavia fatto fatica a salvarsi. Dieci anni fa avrebbero fatto fatica a salvarsi».

Questo vale solo per le piccole però.
«No, anche per lo Young Boys. Quando si parla di mercato “importante”, a Berna si parla solo di cessioni. Gli acquisti, per la maggior parte, riguardano elementi buoni ma non eccezionali pescati da altre realtà nazionali. Dal Thun per esempio. Ma se basta questo per vincere…».

Hai raccontato di un calcio “passato” più spettacolare, capace di accogliere campioni.
«Meno di dieci anni fa qui da noi c’era uno come Mohamed Salah, non dimenticatelo. Lui è di certo il giocatore più forte che ricordi nel nostro campionato. Un giocatore che aveva stupito pure un Rino Gattuso ancora “fresco” di Milan. Me ne chiedeva sempre quando eravamo a Sion. Ma, pur più appetibile di quella attuale perché “abituata” a mandare squadre in Europa, già allora la Super League era solo una tappa di passaggio per i campioni. Un trampolino di lancio. Adesso però non è più neppure quello».

Salah arrivò grazie all’ottimo lavoro di scouting del Basilea. Qual è invece il “prodotto” svizzero che più ha nobilitato il nostro pallone?
«Qui devo andare un po’ più indietro. Dico Heinz Hermann. Cresciuto nei nostri settori giovanili e visto sempre sui nostri campi. In una recente cena mi ha raccontato che, al culmine della sua carriera, fu cercato da squadre tedesche e italiane. Rifiutò anche perché a livello economico e tecnico il nostro pallone era ancora più che competitivo». 

CALCIO: Risultati e classifiche

keystone-sda.ch (LAURENT GILLIERON)
Guarda tutte le 8 immagini
Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-03-09 03:42:37 | 91.208.130.87