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CHALLENGE LEAGUE
31.07.2018 - 07:010
Aggiornamento : 18:02

«Dobbiamo essere più equilibrati. Rosa giovane? Non è una scusa»

Il Chiasso di Alessandro Mangiarratti è caduto al Riva IV nei primi due impegni del nuovo campionato: «Il lavoro continua, tutto passa da lì. Dal punto di vista fisico cresceremo ancora»

CHIASSO - Rimasto a mani vuote dopo i primi due impegni contro Vaduz (1-3) e Servette (0-3), il Chiasso di Alessandro Mangiarratti è ancora alla ricerca dei primi punti nel nuovo campionato di Challenge League. Opposta a due squadre ambiziose nelle prime uscite stagionali, la formazione momò ha rimediato due battute d’arresto un po’ troppo severe.

«Due sconfitte in casa bruciano e danno fastidio, colgo l’occasione per fare i complimenti ai nostri tifosi che anche sabato ci hanno sostenuto per tutta la partita - esordisce il mister rossoblù Alessandro Mangiarratti, che in carriera aveva già ricoperto il ruolo allenatore del Team Ticino U18 e assistente della Nazionale Svizzera U17 - Siamo una squadra con molti elementi nuovi, abbiamo incontrato subito due delle rivali più attrezzate e sabato troviamo la terza, ovvero il Losanna. Il calendario non ci ha "aiutato" particolarmente. Detto questo il lavoro continua: facciamo il nostro consapevoli che fin qui abbiamo commesso qualche errore di troppo negli ultimi 15 metri sia in difesa che in attacco».

Non tutto è da buttare, ma le occasioni sciupate, l’esperienza delle rivali e i troppi spazi concessi hanno fatto la differenza. «Contro il Servette abbiamo fatto più possesso palla, ma non riusciamo ancora a portare gli episodi chiave dalla nostra parte. È un peccato perché gli sforzi non sono stati ripagati. Non siamo scesi in campo con un atteggiamento arrendevole, a tratti ce la siamo giocata alla pari, ma dobbiamo riuscire a farlo per tutta la partita. Dopo aver incassato un gol c’è un attimo di scoramento e questo incide sull’intensità. Ci è capitato di disunirci. In generale però ci siamo, dal punto di vista fisico siamo cresciuti e cresceremo ancora».

La rosa momò è molto giovane, con pochissimi elementi sopra i 25 anni. «Sì, ma non può essere una scusa, altrimenti ci “nascondiamo”. Lo sappiamo tutti, è assodato, ora bisogna rimboccarsi le maniche e dimostrare di essere pronti. Ci sono ragazzi di 20 anni che giocano i Mondiali. Sono giovani, ma già uomini: se sono qui è perché crediamo in loro e hanno potenziale per fare qualcosa in più. Più che l’età dei giocatori conta il fatto che in molti sono nuovi. C’è anche chi arriva da una stagione in cui ha giocato poco e questo comporta un po’ di mancanza d’abitudine all’alta competizione».

Insistere dunque sul lavoro per affinare i meccanismi e raccoglierne i frutti. «Tutto passa da lì. Cerchiamo di limare i dettagli e lavorare sul blocco difensivo. Cerchiamo di portare avanti un’idea di gioco».

Cosa c’è in cima alla lista degli aspetti da migliorare? «L’equilibrio difensivo, abbiamo subito 6 gol nelle prime due uscite, di cui 4 su palle ferme. Dobbiamo essere un poco più equilibrati in tutte le zone del campo. Non deve diventare un’ossessione ma dobbiamo cercare di evitare reti “stupide”».

Servirà anche un po’ di pazienza. «La pazienza è la virtù dei forti. Non bisogna scomporsi, ma mantenere intatta l’energia positiva in squadra».

Come sta andando a livello personale? «Mi trovo molto bene, i ragazzi sono bravi e attenti al lavoro. Sapevo di trovare una squadra nuova e col lavoro faremo dei passi avanti. È una gran bella sfida».

Il prossimo ostacolo - sabato alle 19.00 alla Pontaise - è il Losanna, intenzionato a dettar legge e ritornare in Super League dopo la dolorosa retrocessione della scorsa stagione. «Il Losanna è una società importante che ha investito molto già lo scorso anno. È una squadra molto forte che ha mantenuto una solida ossatura».

Nel complesso come vedi il campionato e le forze in gioco in Challenge League. «Vaduz, Servette e appunto Losanna sono probabilmente le più attrezzate ed esperte. Anche l’Aarau ha ambizioni ma parte con diversi elementi nuovi, potrebbe impiegare un po’ di tempo per trovare il suo assetto. Tra le altre ci sarà bagarre e dovremo fare la nostra corsa», conclude il 39enne Alessandro Mangiarratti.

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