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TENNIS
12.01.2021 - 19:130
Aggiornamento : 13.01.2021 - 09:50

Nata senza due dita della mano, si avvicina a uno Slam per la prima volta

Francesca Jones - venuta al mondo anche senza tre dita dei piedi - ha sconfitto Monica Niculescu 6-3, 6-2.

Agli Australian Open la 20enne britannica ha vinto il primo match della sua carriera, valido per le qualificazioni di un torneo del Grande Slam.

MELBOURNE - Nella giornata di ieri - lunedì 11 gennaio - hanno avuto luogo una trentina di match, validi per le qualificazioni ai prossimi Australian Open (8-21 febbraio). Fra questi, da segnalare l'incontro vinto da Francesca Jones (Wta 241), la quale - battendo 6-3, 6-2 Monica Niculescu (Wta 144) - si è imposta per la prima volta nella sua carriera in una partita che porta a un torneo del Grande Slam (foto in basso al testo).

La particolarità della 20enne britannica? La ragazza soffre della sindrome EEC, una malattia genetica rara. È nata con otto dita, quattro per mano e - oltre a questo - anche i suoi piedi sono diversi, poiché possiede soltanto tre dita sul destro e quattro sul sinistro. Di conseguenza - non potendo muovere i suoi piedi in maniera precisa come le altre giocatrici - è obbligata a lavorare molto sull'equilibrio e sulla tecnica. La britannica gioca con una racchetta leggera e un piccolo "grip". 

La ragazza sogna di diventare una tennista professionista da quando era una bambina e soffriva quando le dicevano che a causa del suo handicap sarebbe stato impossibile raggiungere certi traguardi. «Ho vissuto delle esperienze che moltissime persone della mia età non hanno ancora vissuto e che probabilmente non vivranno mai», ha raccontato la 20enne a BBC, con l'intervista che è stata riportata anche da "20 minutes". «Quando qualcuno vi dice - a 8 o 9 anni - che non potete fare qualcosa, immagino che la maggior parte delle persone abbia il cuore infranto. Per quanto mi riguarda ho provato a incassare il colpo per vedere in che modo avrei potuto dimostrare che queste persone avessero torto e per cercare di convincermi che potevo fare quello che volevo. Ci sono troppi bambini che vengono limitati a causa di ciò che dicono gli altri».

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