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Le star di Hollywood si schierano con Jimmy Kimmel

Il sindacato: «E il tipo di censura e rappresaglia che minaccia la libertà di tutti».
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Fonte Ats ans
Le star di Hollywood si schierano con Jimmy Kimmel
Il sindacato: «E il tipo di censura e rappresaglia che minaccia la libertà di tutti».
LOS ANGELES - Il siluramento di Jimmy Kimmel ha provocato proteste a Hollywood, nel mondo politico e tra i sindacati dello spettacolo. «I repubblicani vi stanno censurando in diretta», ha detto il governatore della California Gavin Newsom condanna...

LOS ANGELES - Il siluramento di Jimmy Kimmel ha provocato proteste a Hollywood, nel mondo politico e tra i sindacati dello spettacolo. «I repubblicani vi stanno censurando in diretta», ha detto il governatore della California Gavin Newsom condannando la Abc di «essere senza spina dorsale» per aver sospeso ieri a tempo indeterminato il popolare comico della notte.

A Hollywood il sindacato degli sceneggiatori Wga e la Sag che raccoglie gli attori hanno attaccato la decisione: «E il tipo di censura e rappresaglia che minaccia la libertà di tutti».

Secondo la Wga (Writers Guild Association), «il diritto di esprimere opinioni, di dissentire e persino di disturbare è al cuore di ciò che significa essere un popolo libero. Non può essere negato, né dalla violenza, né dall'abuso del potere governativo, né da atti di codardia aziendale». Tra le star, Ben Stiller ha osservato su X che «non è giusto» quel che ha fatto la Abc, mentre Jean Smart, la pluripremiata protagonista di Hacks, si è detta «orripilata».

Quel che Kimmel ha fatto «non è discorso d'odio, è libera espressione», ha detto l'attrice, che nella fiction televisiva di Hacks ha la parte di una comica della notte in testa agli indici di ascolto (proprio come Kimmel) che viene licenziata per aver denunciato il potere delle corporation: «La gente sembra voler proteggere il free speech solo quando fa comodo a loro», ha aggiunto.

Proteste sono arrivate anche dai Dem del Congresso: per il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer «tutti nell'intero spettro politico dovrebbero alzare la voce per fermare quanto sta succedendo a Kimmel», mentre per il collega Chris Murphy, «siamo all'inizio di una campagna per usare l'assassinio di Charlie Kirk come pretesto per cancellare l'opposizione a Donald Trump».

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