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ISRAELE
19.05.2019 - 18:000

I Top e i Flop dell’Eurovision 2019

Un grande show, un fantastico Luca Hänni, Madonna è leggendaria (ma che stonate) e lo scarso livello di alcuni dei partecipanti di diritto

TEL AVIV - I Paesi Bassi hanno vinto l’edizione 2019 dell’Eurovision Song Contest (Esc). Ecco i nostri Top e i nostri Flop della finale di Tel Aviv.

I Top

Luca Hänni - Già l’aver riportato in finale la Svizzera è stato un successo, dopo anni di vacche magre. Ma essere arrivato così in alto è un grandissimo risultato, ben meritato dal “Justin Timberlake di Berna”, come l’ha ribattezzato parte della stampa internazionale. Il pubblico l’ha portato a un passo dal podio, con una strepitosa rimonta vanificata solo dai risultati eccezionali di Paesi Bassi, Italia e Russia.

Lo show - Spettacolare, elaborato, magniloquente, incalzante. Le beniamine di casa Netta Barzilai, Dana International e Ilanit hanno fatto gli onori di casa prima di affidare i comandi dell’aereo-Esc a Bar Refaeli e ai suoi compagni d’avventura. Lo show è stato portato avanti a di gran carriera, senza tempi morti, fino alla proclamazione del vincitore.

Le cartoline - Un classico dell’Esc sono le cartoline introduttive degli artisti, sullo sfondo di località storicamente, culturalmente o paesaggisticamente significative del paese ospitante. Una promozione turistica eccezionale per Israele e uno spettacolo per gli occhi degli spettatori. Quest’anno abbinate a piccole coreografie: non sempre capolavori, a dire la verità, anche se alcune erano carine e simpatiche.

Gli ospiti - L’edizione israeliana ha avuto il privilegio di ospitare una leggenda come Madonna, che ha presentato il nuovo singolo “Future” e che prima di esibirsi ha fatto i complimenti a tutti i partecipanti («Siete tutti vincitori, solo per essere arrivati fino a qui»). Atmosfera gotico-futuristica per la Regina del Pop e performance non banale, con tanto di messaggio politico per la pace tra Palestina e Israele. Apprezzatissime anche le versioni alternative di alcune hit, recenti o meno, dell’Esc, interpretate da vecchie e giovani glorie del concorso e le esibizioni delle star della musica israeliana, su tutte Netta Barzilai con una canzone fresca fresca.

I Flop

L’inglese - Ben pochi, come sempre, hanno avuto il coraggio di proporre un brano nella propria lingua d’origine. Va bene volersi far capire dalla platea internazionale, ma l’Esc è suggestivo anche per la varietà di lingue che (potenzialmente) possono essere messe in mostra. Salvador Sobral, due anni fa, ha dimostrato che se si ha una bella canzone si può vincere anche senza l’inglese. Complimenti, quindi, a chi ha “osato” (vedi Albania, Slovenia, Islanda, Francia, Italia e così via). Plauso speciale alle quattro lingue di Leonora, la rappresentante della Danimarca.

Le stecche di Madonna - La popstar riesce a essere contemporaneamente sia nei nostri Top che nei Flop. È indubbio che la sua presenza abbia dato lustro alla kermesse, ma le stecche in “Like a Prayer” non sono giustificabili per un'artista del suo calibro.

I partecipanti di diritto (con eccezioni) - L’Italia schiera il vincitore del Festival di Sanremo e questa è una garanzia di una certa qualità (poi il brano può piacere o meno, ma questo è un altro discorso). Anche la Francia ha schierato un artista interessante come Bilal Hassani. Ma gli altri qualificati di diritto - Spagna, Germania e Regno Unito - potrebbero sicuramente fare di più. Nessuno pretende Adele o Enrique Iglesias, ma insomma, se si vuole puntare seriamente alla vittoria…

Il livello delle canzoni - In realtà non c’è mai tantissimo da aspettarsi in questo concorso: lo stile che va per la maggiore, salvo qualche eccezione, è un Europop radiofonico studiato a tavolino, che tende a ripetersi all’infinito e con ben poca anima. Ancora meno sono le influenze - positive - di ciò che nel mondo va per la maggiore (salvo qualche scimmiottamento). Peccato perché alcuni artisti in gara avevano notevoli qualità. I fan del genere avranno apprezzato, ma quella che è la kermesse più seguita al mondo potrebbe offrire un po' più qualità.

KEYSTONE/AP (Sebastian Scheiner)
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