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19.08.2016 - 06:000

«Volete fare rap? Allora vivete a testa alta e non passate le giornate su Facebook»

Parola del rimatore d'assalto Clementino che sarà sul palco del BorderLive festival di Chiasso il prossimo 3 settembre

CHIASSO - “Miracolo” e la sua riedizione “Miracolo: Ultimo Round” sono due fra i dischi hip-hop italiani più venduti e importanti di sempre. Non c'è dubbio che Clemente Maccaro, in arte Clementino, cresciuto a pane e freestyle in quel di Napoli sia attualmente uno dei più maturi e del verbo rappato della vicina penisola. A confermarlo anche la sua esibizione al festival di Sanremo e, soprattutto, la sua reinterpretazione di "Don Raffaè" di Fabrizio De André che gli è valsa unanime plauso.

Accompagnato ai piatti da Dj Tayone, Clementino sbarcherà presto in Ticino, più precisamente il prossimo 3 settembre al BorderLive Festival di Chiasso. Abbiamo scambiato con lui un paio di chiacchiere, parlando di musica (non solo rap) e chiedendogli anche qualche consiglio su come fare a sfondare con le rime.

Guardando la tracklist dei tuoi ultimi due dischi c'è da rimanere folgorati per quantità e qualità dei "featuring", c'è qualcuno con cui ti piacerebbe ancora collaborare?

Senza dubbio con Manu Chao, l'ho anche conosciuto di recente in Puglia. C'è un'affinità che ci lega, una sorta di comunanza "da Sud del mondo". Io, per esempio, ho scritto un pezzo che si chiama "O'viento" e lui "El viento", abbiamo una sensibilità simile.

E qualcuno a cui tireresti volentieri un pacco c'è?

Penso che direi no a quasi tutti i rapper, in questi anni ho collaborato (live o in studio) con tantissima gente. Oggi forse mi farei un po' più desiderare, ma non per dispetto, ci mancherebbe. Sono una persona che si ripensa tantissimo per me cambiare costantemente è fondamentale.

Dalla, Daniele, De André tutti artisti della parola con cui hai lavorato o che hai omaggiato, pensi che un domani i rapper potranno essere visti alla stregua dei cantautori?

Proprio Pino Daniele me lo diceva: «Clementì, voi siete i nuovi cantautori». I punti di contatto fra i due generi musicali, in effetti ci sono: l'importanza delle parole, del messaggio e della ricerca artistica. E poi sono entrambe musiche di ribellione e protesta, non dimentichiamo che anche Pino cantava: «Je so' pazzo, nun ce scassate 'o ca**o!».

A un aspirante rimatore che consigli daresti per spaccare? Concentrarsi sul freestyle, sulla scrittura o... tutti e due?

Innanzitutto gli direi di non attaccarsi a Facebook appena alzato, di uscire, camminare con i piedi per terra e a testa alta. Sentire, guardare e mettere su carta i propri pensieri. Poi ascoltare tantissima musica, soprattutto il rap americano dagli anni '80 fino a oggi, tipo Eminem o Kendrick Lamar. Poi anche guardare un sacco di film! Se vi interessa il freestye fate pratica un'oretta al giorno, magari con gli amici. Poi si sa, tutto può succedere nella vita...

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