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11.01.2021 - 10:460

Il primo piano europeo per rimuovere la spazzatura spaziale

Nel 2025 l’ESA avvierà la prima missione per la raccolta dei detriti rimasti in orbita intorno alla Terra

Quella che viene comunemente definita “spazzatura spaziale”, ovvero l’insieme di detriti e resti di razzi o satelliti che restano sospesi nell’orbita bassa della Terra quando smettono di funzionare o durante le varie fasi delle missioni spaziali, costituisce ormai un enorme problema sia in termini di costi che di pericolosità per le future missioni.
Per questa ragione l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha da poco annunciato di aver firmato un contratto da 86 milioni di euro con un gruppo industriale guidato dalla start-up svizzera ClearSpace, spin-off dell’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna (EPFL), per acquistare un servizio unico: la prima rimozione di un detrito spaziale dall’orbita terrestre.
«In quasi 60 anni di attività spaziali, più di 5.550 lanci hanno prodotto quasi 42.000 oggetti tracciati in orbita, di cui circa 23.000 rimangono nello spazio e sono regolarmente controllati», si legge nel comunicato dell’ESA. «Con l’attuale media di tasso annuale di lanci che si aggira intorno ai 100, e con guasti che continuano a verificarsi con una media storica di quattro o cinque all’anno, il numero di detriti nello spazio crescerà costantemente».
La prima missione attiva, denominata ClearSpace-1, verrà lanciata nel 2025 e avrà l’obbiettivo di raccogliere e portare indietro la parte superiore dell’adattatore chiamato VESPA, un componente del vettore Vega che nel 2013 ha condotto in orbita il satellite Proba-V. Si tratta di un oggetto delle dimensioni di un piccolo satellite scaricato in un’orbita di “smaltimento graduale” tra 801 e 664 km circa, in conformità con le normative di mitigazione dei detriti spaziali.
Con questo accordo si posa una pietra miliare delle missioni spaziali. Il lancio di ClearSpace-1, infatti, ha lo scopo di dimostrare la sostenibilità di un potenziale nuovo approccio che l’ESA ha intenzione di adottare e che potrà aprire la strada anche a un nuovo settore commerciale.
«Acquistare questo tipo di servizio piuttosto che sviluppare direttamente e gestire l’intera missione, rappresenta un nuovo modo di lavorare per l’Agenzia spaziale europea: è un primo passo per creare un settore commerciale del tutto nuovo», ha spiegato un portavoce dell’ESA.
L’ESA, quindi, acquisterà la missione iniziale e contribuirà con competenze chiave nell’ambito del progetto ADRIOS (Active Debris Removal/In-Orbit Servicing) all’interno del Programma Space Safety, in cui sono coinvolte aziende di numerose nazioni tra cui Svizzera, Repubblica Ceca, Germania, Svezia, Polonia, Regno Unito, Portogallo e Romania. Inoltre, l’ESA ha reso noto che «ClearSpace raccoglierà i fondi ancora mancanti per coprire il costo della restante parte della missione attraverso tradizionali investitori commerciali».
«Il nostro progetto di camion da rimorchio sarà pronto a ripulire le orbite chiave che potrebbero altrimenti risultare non utilizzabili per future missioni, eliminando il rischio crescente e le perdite per i loro proprietari, a vantaggio di tutta l’industria spaziale. Il nostro obiettivo è di offrire servizi in orbita convenienti e sostenibili», ha commentato l’Amministratore delegato di ClearSpace, Luc Piguet.

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