Keystone
GERMANIA
08.03.2018 - 14:400
Aggiornamento 21:09

Heiko Maas diventerà ministro degli Esteri

Il ministro della Giustizia uscente sostituirà Sigmar Gabriel

BERLINO - È la scossa di assestamento del terremoto che ha colpito l'Spd, prevedibile da settimane in Germania: Sigmar Gabriel non farà parte del prossimo governo tedesco, e ministro degli Esteri diventerà Heiko Maas, finora responsabile della Giustizia.

L'elenco ufficiale dei ministri socialdemocratici arriverà domani, ma i nomi a Berlino circolano da stamani, e l'addio dell'ex leader è arrivato in un suo tweet, nel quale ha annunciato personalmente: "Olaf Scholz e Andrea Nahles mi hanno comunicato che non farò parte del prossimo governo". Un congedo visibilmente doloroso, per questo titano della socialdemocrazia tedesca, che si è giocato il futuro proprio a causa di una lite con Martin Schulz - messo a sua volta alla porta - sull'incarico agli Esteri.

Al ruolo più ambito del governo, andrà il 51enne Maas. Figura politica cresciuta negli ultimi anni, che fece parlare di sé tempo fa per la fine del matrimonio e il nuovo amore per una nota attrice, Natalia Woerner, impegnata in una serie tv dal titolo "la diplomatica". Al ministero del Lavoro andrà Katarina Barley, giurista e fin qui ministro della Famiglia. Si tratta di una giurista in forte - e rapida - ascesa nel partito, dove viene definita "arma universale". Alla Famiglia andrebbe invece Franziska Giffey, assessore del quartiere di Berlino Neukoelnn, che sarebbe l'unica rappesentante governativa dell'Est del paese, (è di Frankfurt am Oder). Lascia anche la ministra dell'Ambiente, Barbara Hendricks, probabilmente sostituita da Svenja Schulze, segretaria generale del partito in Bassa Sassonia. Ancora incerta, infine, la casella della Giustizia, finora guidata da Maas: si fanno i nomi di Thomas Oppermann, ex capogruppo parlamentare, e Matthias Miersch. È invece chiaro da tempo che alle Finanze, il ministero più importante del gabinetto dopo la cancelleria, andrà Scholz, sindaco di Amburgo che diverrà anche vicecancelliere.

Prima di guardare al futuro, la giornata di oggi è stata però segnata dall'addio di un politico amatissimo - ha attualmente i consensi personali più forti in Germania - che a questo punto resterà semplice deputato. Alle spalle la guida del partito fra il 2009 e il 2017 e diversi incarichi da ministro, Gabriel, ritenuto talento ineguagliabile e "solista", viene fatto fuori anche per una frase, che ha sollevato un polverone. Quando Schulz qualche settimana fa affermò di voler diventare ministro degli Esteri, commentò infatti in un'intervista: "Mia figlia di 4 anni ha detto, 'papà è meglio che stai con noi che con quel signore che ha i capelli in faccia'". La goccia che fece traboccare il vaso, in una situazione da tempo già complessa, nei rapporti interni al partito. Chiaramente provato, il capo della diplomazia uscente ha però rivolto i suoi auguri al successore - Maas sarà un "ministro degli Esteri eccellente", il suo commento - e ha ringraziato il partito. Rievocando i 30 anni di militanza politica, 18 dei quali trascorsi "in funzioni dirigenziali", ha salutato sportivamente: "ho avuto grandi chance e fatto esperienze che hanno superato ben oltre le attese tutto ciò che avevo sognato da giovane. È stato un onore per il quale provo grande riconoscenza". Con Schulz? Gli ha già chiesto pubblicamente scusa.
 
 

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