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SVIZZERALe indicazioni di provenienza svizzere funzionano e portano benefici all'economia

18.12.20 - 16:22
Tuttavia c'è un margine di miglioramento, secondo il Consiglio federale
KEYSTONE
Il marchio "Svizzera" è protetto in modo adeguato, secondo il Consiglio federale.
Il marchio "Svizzera" è protetto in modo adeguato, secondo il Consiglio federale.
Le indicazioni di provenienza svizzere funzionano e portano benefici all'economia
Tuttavia c'è un margine di miglioramento, secondo il Consiglio federale

BERNA - Diversi studi commissionati dal Consiglio federale confermano che i criteri legali tesi a proteggere a lungo termine le indicazioni di provenienza svizzere adempiono il loro scopo.

Generano infatti un valore aggiunto per l’economia svizzera e portano a un calo degli utilizzi abusivi di tali indicazioni, soprattutto sul territorio nazionale. Tuttavia, in un rapporto adottato oggi, il Consiglio federale individua un margine di miglioramento nell’attuazione all’estero e nella gestione delle deroghe nel settore alimentare.

La legislazione "Swissness" ha un effetto moderatamente positivo sull'economia svizzera. Il beneficio economico netto della revisione di legge, ossia dopo detrazione dei costi sostenuti per l'adempimento dei criteri legali, è pari ad almeno lo 0,2 per cento della performance economica annua (prodotto interno lordo). In cifre assolute, ciò corrisponde a circa 1,4 miliardi di franchi all'anno, ovvero 163 franchi per abitante. Questo dato include anche gli effetti indiretti, poiché oltre ai produttori, anche altri attori dell'economia, ad esempio i fornitori e gli esportatori, traggono vantaggio dalla nuova legislazione e contribuiscono al beneficio netto sopra menzionato.

Per quanto concerne l'attuazione della legislazione "Swissness", sul territorio nazionale si osserva in tutti i settori un calo degli utilizzi abusivi delle indicazioni di provenienza svizzere, in parte anche grazie a una maggiore sensibilizzazione. Poiché le misure previste in Svizzera per lottare contro gli abusi non sono applicabili all'estero, la protezione delle indicazioni di provenienza fuori dalla Svizzera si rivela più difficile. Gli autori degli studi raccomandano pertanto di ampliare la rete di accordi bilaterali. Individuano inoltre margini di miglioramento negli ambiti dell'informazione e dell'attuazione del diritto in cooperazione con le associazioni e i rami dell'economia.

Secondo gli autori, le condizioni legali nei settori dell'industria e dei servizi non devono essere modificate. Vi è invece una certa necessità d'intervenire nel settore delle derrate alimentari. Mentre l'importanza del marchio "Svizzera" è relativamente alta per la commercializzazione di derrate alimentari, le imprese sono piuttosto scettiche nei confronti dell'attuazione della "Swissness". In questo contesto gli autori suggeriscono di usare quale criterio, come per i prodotti industriali, la creazione interna di valore aggiunto invece della quota di materie prime svizzere. Un simile criterio univoco per le derrate alimentari e i prodotti industriali era già stato proposto dal Consiglio federale in occasione dell'introduzione della legislazione. La proposta aveva tuttavia trovato pochi consensi, in particolare tra le organizzazioni agricole e dei consumatori nonché tra i produttori di derrate alimentari. In alternativa si propone di agevolare e rendere più trasparente la procedura per le deroghe nel settore delle derrate alimentari.

Sulla base dei risultati degli studi condotti, quindi, il Consiglio federale giunge alla conclusione che la nuova legislazione "Swissness" ha raggiunto, nel complesso, il suo obiettivo. A suo avviso non sono quindi necessarie modifiche sostanziali del sistema. L'Istituto federale della proprietà intellettuale (IPI) e l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) esamineranno misure concrete laddove la valutazione ha individuato un potenziale di miglioramento. Nel settore delle derrate alimentari s'intende ad esempio adeguare nell'ordinanza la procedura per la concessione di deroghe e intensificare la cooperazione con i settori interessati.

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