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STATI UNITI
16.03.2020 - 07:500
Aggiornamento : 08:09

Il coronavirus al centro del dibattito Biden-Sanders

Si è tenuto a porte chiuse, e con le giuste distanze, forti critiche a Trump: «Siamo in guerra»

NEW YORK - New York chiude per l'emergenza coronavirus. Da oggi niente scuole, bar, ristoranti, cinema, tetri, locali notturni. Si potrà solo ordinare del cibo da asporto o da casa. Misure simili per Los Angeles.

La drammatica accelerazione del giro di vite in tutta l'America arriva mentre e' in corso il duello tv tra i due candidati democratici rimasti in gara per la presidenza, Joe Biden e Bernie Sanders. "La campagna Usa 2020 e' finita. Parte la campagna del cornavirus", titolava ieri il New York Times.

E il confronto tra i due ne e' stata la più chiara conferma, con il tema dell'emergenza sanitaria, ma anche economica, che ha di fatto oscurato le agende elettorali dei due candidati. Entrambi uniti nel condannare la risposta data dall'amministrazione Trump, accusata prima di aver minimizzato, adesso di non fare ancora abbastanza.

«Siamo in guerra. Questa e' una emergenza piu' grande di noi», ha detto Biden, accusando il presidente Usa di aver sottovalutato la situazione e chiedendo come Sanders l'immediata mobilitazione del'esercito.

«Trump sta minando e indebolendo la posizione di medici e scienziati che cercano di aiutare il popolo americano», ha affermato il senatore progressista. Poi i due litigano su qual è il sistema sanitario ideale per sconfiggere una pandemia del genere.

E nel respingere la proposta di Sanders del Medicare for all, vale a dire l'assistenza sanitaria gratuita per tutti, Biden fa l'esempio della vicina Penisola: «L'Italia ha un sistema sanitario universale e non ha funzionato per evitare la pandemia», ha affermato l'ex vicepresidente.

Non la pensa cosi' Sanders: «L'assenza di un sistema sanitario universale e centralizzato rende più difficile rispondere a queste crisi», ha replicato il senatore, per il quale l'attuale crisi dimostra proprio come sia necessario passare a un sistema sanitario universale come in Italia e in altri Paesi europei.

Il dibattito è a porte chiuse, segno dei tempi, e i due candidati sistemati nello studio della Cnn a distanza di sicurezza, anticontagio, si salutano senza stretta di mano ma toccandosi con i gomiti.

L'ex vicepresidente ha quindi formalizzato che, se riceverà la nomination, sceglierà una donna come candidata vicepresidente. In pole position la senatrice di origini asiatiche e afroamericane Kamala Harris. «Molto probabilmente lo farò anch'io», ha detto Bernie Sanders, «la mia intenzione è muovermi in questa direzione, ma la cosa più importante per me è scegliere una personalità progressista».

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