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VENEZUELA
09.02.2019 - 19:450

«Non escludo un intervento armato»

Juan Guaidò potrebbe considerare il pugno duro, mentre Maduro non molla e ribadisce il suo no alle elezioni presidenziali

CARACAS - Preoccupante svolta nella crisi in Venezuela, dove Juan Guaidò, l'autoproclamato presidente ad interim, non esclude la richiesta di un intervento armato nel Paese, mentre gli Usa sono in contatto diretto con alcuni responsabili delle Forze Armate, ai quali chiedono di «abbandonare Nicolas Maduro».

Alla domanda se, in qualità di presidente ad interim, potrebbe autorizzare un intervento militare, Guaidò ha affermato che «faremo tutto il possibile. Questo è ovviamente un tema molto polemico, ma facendo uso della nostra sovranità, nell'esercizio delle nostre competenze, faremo il necessario».

Maduro dal canto suo non molla: ribadendo il no a nuove elezioni presidenziali, «non sono la priorità del Paese», ha bollato come uno "show", una "trappola avvelenata", l'aiuto umanitario annunciato dagli Stati Uniti. Secondo il leader chavista, «non esiste in Venezuela una crisi umanitaria», un tema «fabbricato negli Usa 4 anni fa». «Non saremo i mendicanti di nessuno», ha assicurato. Se «vogliono aiutare il popolo venezuelano, Washington liberi il denaro che ci ha bloccato unilateralmente».

La vicepresidente Delcy Rodriguez è andata oltre, accusando gli Stati Uniti «di non volere il dialogo ma la guerra», la crisi umanitaria «è la scusa per l'intervento».

Maduro ha poi bocciato il testo del documento del Gruppo di contatto internazionale della Ue presentato a Montevideo. In conferenza stampa a Caracas ha detto che «Federica Mogherini è destinata al fallimento se continua ad ascoltare la destra venezuelana».

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