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06.05.2018 - 17:420

Nuove consultazioni dopo 63 giorni di stallo

Lunedì il presidente Mattarella rivedrà tutti gli attori nella speranza di riuscire a formare un governo

ROMA - Il terzo round di consultazioni in programma per lunedì al Quirinale, dopo 63 giorni di stallo, dà il via ad una settimana importante e definitiva per la formazione (o meno) del governo, ma segna anche il primo step dei lavori d'Aula e delle commissioni speciali in questa legislatura, con il Documento di economia e finanza (Def) e l'esame di un decreto. Ecco, in sintesi, a quasi due mesi dalle elezioni politiche, lo "scadenziario" dell'attività politica.

Le consultazioni - In una sola giornata il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella rivedrà per le terza volta al Quirinale i rappresentanti dei gruppi parlamentari. Si comincia al mattino con il Movimento Cinque Stelle e si finisce, nel tardo pomeriggio, con i presidenti delle Camere.

Il centrodestra, cui è riservato il secondo appuntamento della mattinata si presenterà unito da Mattarella. A meno di un incarico ad una forza politica che dimostri di poter contare su una maggioranza parlamentare (e al momento non sembra esserci) le ipotesi in campo sono ancora tante. Al netto di accordi precisi tra centrodestra e 5 stelle, si potrebbe andare verso un Governo del presidente o di "tregua" o verso un Esecutivo di scopo. Tra le opzioni in campo anche un governo di minoranza o un governo "di responsabilità nazionale".

L'attività legislativa - L'Aula della Camera è convocata per lunedì per la prima attività legislativa di questa legislatura: l'esame del decreto legge che proroga il mandato dei componenti dell'Autorità per l'Energia. Nella commissione speciale, al cui esame ci sono già diversi atti del governo, la prossima settimana partono invece le audizioni sul Def.

Le elezioni amministrativa - Il 10 giugno si vota in diversi comuni. In Sicilia si eleggono, tra l'altro, i sindaci di Catania e Messina. I ballottaggi si svolgeranno il 24 giugno.

Lo scoglio Berlusconi - Tanto attesa, arriva l'ultima mossa di Luigi Di Maio. In tv il leader del Movimento 5 Stelle rilancia la proposta a Matteo Salvini: sì a un esecutivo politico Lega-M5S guidato da un premier terzo, ma senza Silvio Berlusconi. Di Maio annuncia il passo indietro dalla richiesta di Palazzo Chigi e propone un accordo sul programma (reddito di cittadinanza, via la legge Fornero, legge anti-corruzione) per evitare il ricorso a «algidi tecnici».

Il M5s voterà contro ogni altro tipo di governo: "di tregua" o "del presidente". Se la Lega dirà no, «non resta che il voto». E, per scongiurare l'esercizio provvisorio, i grillini sono pronti a votare una "manovrina" pre-elettorale per decreto che eviti l'aumento dell'Iva.

Se «i cittadini fossero ignorati», Di Maio avverte che «è a rischio la democrazia rappresentativa» e se il M5s finirà escluso tornerebbe l'idea del referendum anti-euro evocato da Beppe Grillo. La risposta di Salvini questa sera quando si riuniranno i leader del Centro destra a Via del Plebiscito, da Berlusconi.

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