Ammette di aver ucciso la moglie, un anno dopo la condanna

La confessione di Cédric Jubilar getta nuova luce sul caso e apre la strada alla ricerca del corpo di Delphine.
La confessione di Cédric Jubilar getta nuova luce sul caso e apre la strada alla ricerca del corpo di Delphine.
PARIGI - Svolta in una dei casi criminali più seguiti di questi ultimi anni in Francia. Cédric Jubilar ha riconosciuto di aver ucciso la moglie Delphine, scomparsa da fine 2020 nel sud del Paese. In una lettera rivolta al suo avvocato Pierre Debuisson, rivelata dal giornale La Dépêche du Midi, il trentottenne già condannato in primo grado ha formulato la sua «ammissione di colpevolezza».
Fino a oggi, l'uomo aveva negato il suo coinvolgimento nell'assassinio della moglie, malgrado la condanna a 30 anni nel processo di primo grado, lo scorso anno. Jubilar si è anche detto pronto a fornire indicazioni sul luogo in cui ha nascosto il corpo della moglie. Infermiera e madre di famiglia, la donna era scomparsa nel dicembre 2020 a Cagnac-Les-Mines, nel dipartimento di Tarn.
«Non è un giorno di vittoria. È un giorno di verità. E la verità arriva con oltre cinque anni di ritardo», commenta al giornale Le Figaro Mourad Battikh, che rappresenta gli zii e le zie di Delphine Jubilar. «Nulla restituirà Delphine ai suoi figli, ai suoi cari, né restituirà loro gli anni di angoscia che hanno attraversato», prosegue Battikh, aggiungendo che «la giustizia ha bisogno di una verità completa: le circostanze esatte dei fatti, il luogo in cui riposa Delphine e tutte le spiegazioni che la sua famiglia hanno diritto di ottenere. La confessione non mette fine alla sofferenza, mette fine, forse, a una parte di incertezza. È una differenza essenziale».
Quindi un pensiero alla famiglia di Delphine che ha dato «prova di notevole dignità lungo il corso della procedura. Ora meritano di avere piena verità, senza riserve, e una giustizia pienamente compiuta». Il processo d'appello dovrebbe tenersi dal 21 settembre.





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