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UCRAINA

Un attacco hacker colpisce i siti governativi ucraini

I primi sospetti sono stati rivolti alla Russia. Nessuna fuga di dati personali sarebbe avvenuta
Un attacco hacker colpisce i siti governativi ucraini
Reuters
Un attacco hacker colpisce i siti governativi ucraini
I primi sospetti sono stati rivolti alla Russia. Nessuna fuga di dati personali sarebbe avvenuta
KIEV - Non c'è pace per l'Ucraina: nelle ultime ore i siti governativi hanno subito un attacco informatico. Diversi siti internet dei vari ministeri sono tuttora inattivi, compreso quello legato alle situazioni di emergenza e degli Affari este...

KIEV - Non c'è pace per l'Ucraina: nelle ultime ore i siti governativi hanno subito un attacco informatico. Diversi siti internet dei vari ministeri sono tuttora inattivi, compreso quello legato alle situazioni di emergenza e degli Affari esteri, oltre al sito del governo. 

Gli esperti informatici sono già al lavoro, ha fatto sapere il Ministero degli Esteri, mentre la polizia informatica ha aperto un'indagine. Inizialmente questa mattina sul sito web del Ministero compariva solamente una scritta in lingua ucraina, russa e polacca che recitava: «Ucraino! Tutti i tuoi dati personali sono stati caricati sulla rete pubblica. Tutti i dati sul computer sono stati distrutti, è impossibile ripristinarli. Tutte le informazioni che ti riguardano sono diventate pubbliche, abbi paura e aspettati il ​​peggio. Questo è per il tuo passato, presente e futuro». 

Stando all'intelligence del Paese, non ci sarebbe stata nessuna fuga di dati personali, e i contenuti dei siti non è stato modificato. 

Alla domanda se la Russia fosse sospettata dell'attacco hacker, il portavoce del Ministero degli esteri ha risposto: «È troppo presto per trarre conclusioni, ma è vero che c'è una lunga storia di attacchi russi nei confronti dell'Ucraina», riporta Sky news. 

Josep Borrell, che ricopre il ruolo di Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha condannato l'attacco informatico, aggiungendo che non ci sono ancora prove su chi sia il responsabile, ma che «possiamo immaginare chi c'è dietro». È quindi stata convocata una riunione d'emergenza. 

 

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