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Sono più di 200mila le vittime accertate della pandemia di coronavirus nel mondo.
MONDO
25.04.2020 - 20:290
Aggiornamento : 22:03

Coronavirus, superata la soglia dei 200mila morti

Gli Stati Uniti hanno il doppio delle vittime dell'Italia

BALTIMORA - Sono più di 200mila le vittime della pandemia di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati raccolti dalla Johns Hopkins University di Baltimora.

Gli Stati Uniti sono la nazione che ha pagato il più alto tributo di vittime: quasi 53mila, il doppio di quelle registrate in Italia (26'384), che pure occupa la seconda posizione di questa tragica classifica. Seguono Spagna (22'902) e Francia (22'245). Il Regno Unito ha superato proprio oggi quota 20mila decessi.

New York - La città che sta avendo il maggior numero di morti è New York: nella metropoli statunitense si è vicini alle 17mila unità. In queste ore il governatore dello stato di New York Andrew Cuomo ha manifestato l'intenzione di aumentare drasticamente il numero dei test. Oggi sono 20mila quelli effettuati, che dovranno salire a 40mila. I tamponi saranno effettuati non solo su soggetti che presentano gravi sintomi della malattia, ma anche tra il personale impiegato in professioni particolarmente delicate e d'interesse pubblico, come agenti di polizia, medici, pompieri e così via.

Nello stesso tempo, Cuomo ha annunciato piani per aumentare il numero dei test sierologici. I risultati preliminari di uno studio, comunicati giovedì, suggeriscono che un cittadino su cinque di New York potrebbe aver contratto il virus.

Il problema delle cifre - Il Guardian pone l'accento su un problema riguardante l'accuratezza dei dati che vengono comunicati dal Coronavirus Resource Centre a Baltimora. Una questione che è nota fin dall'inizio di questa crisi e che non è responsabilità degli scienziati e degli statistici del centro, ma che riguarda l'esattezza dei dati comunicati dagli organismi sanitari nazionali o regionali. 

È noto infatti che si pensa che i numeri ufficiali dei decessi e dei contagi siano decisamente più bassi rispetto a quelli reali. Questo a causa di differenze nel sistema di test e di alcune realtà che starebbero sottostimando l'entità dell'emergenza. Non solo: alcuni paesi inseriscono nel computo delle morti per Covid-19 quelle per le quali si rilevano sintomi corrispondenti, ma senza aver verificato la presenza del virus tramite tampone. Altre volte succede esattamente l'opposto: decessi causati dal coronavirus che non vengono comunicati.

I numeri dell'Oms - Le cifre raccolte dalla Johns Hopkins University sono leggermente più alte di quelle in possesso dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), per la quale i contagi accertati sono 2,7 milioni (contro 2,86 milioni) e i deceduti 187'800. La differenza è dovuta principalmente a criteri di raccolta e di aggiornamento delle cifre locali.

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