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L'operazione militare turca nel nord della Siria appare imminente.
SIRIA/TURCHIA
07.10.2019 - 17:030
Aggiornamento : 18:22

«La Turchia non ha più un minuto da perdere»

L'operazione militare turca nel nord-est della Siria sembra davvero imminente

DAMASCO - «La Turchia è stata molto paziente e accomodante con i suoi alleati per cercare di combattere il terrorismo in Siria. Ma ormai la Turchia non ha più un minuto da perdere». Lo ha scritto su Twitter il capo della comunicazione della Presidenza di Ankara, Fahrettin Altun, confermando l'imminenza dell'operazione militare turca nel nord-est della Siria.

«Nelle regioni liberate dal PKK, la Turchia garantirà servizi» come dopo «le operazioni Ramoscello d'ulivo e Scudo dell'Eufrate», condotte nel nord della Siria a ovest del fiume Eufrate tra il 2016 e il 2018.

In Parlamento una mozione - Il Parlamento turco discuterà domani una mozione presentata dall'ufficio del presidente Recep Tayyip Erdogan per estendere di un anno l'autorizzazione delle missioni militari in Siria e Iraq, in scadenza il prossimo 30 ottobre.

La richiesta, che fa riferimento alla lotta al "terrorismo" contro i combattenti curdi di Pkk e Ypg e quelli dell'Isis, giungerà in discussione alla Grande Assemblea Nazionale di Ankara a poche ore dal via libera della Casa Bianca all'intervento militare turco nel nord-est della Siria, finora sotto controllo curdo.

Le minacce di Trump - «Come ho detto in passato, se la Turchia fa qualcosa che io, nella mia insuperabile saggezza, considero off limits, distruggerò e annienterò l'economia della Turchia (l'ho già fatto in precedenza!)». Lo ha twittato Donald Trump.

«Gli Stati Uniti hanno fatto molto di più di quanto ci si potesse attendere, inclusa la cattura del 100% del Califfato dell'ISIS. È ora che altri nell'area, alcuni molti ricchi, proteggano il loro territorio», aggiunge il presidente Usa.

Il Pentagono non sostiene l'intervento - Gli Stati Uniti non sostengono l'annunciato intervento militare della Turchia nel nord della Siria: lo sottolinea il Pentagono in un comunicato nel quale si ammonisce Ankara delle «conseguenze destabilizzanti» di una possibile azione militare.
 
 


 
 

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