IRAN
29.05.2019 - 18:280

«Ho ucciso mia moglie», a Teheran si parla di complotto

L'ex ministro ed ex sindaco di Teheran Mohammad Ali Najafi ha confessato in tv. Qualcosa non torna

TEHERAN - «Litigavo spesso con mia moglie, volevo divorziare, ma lei non era d'accordo, poi oggi mi è partito accidentalmente un colpo dalla pistola e l'ho uccisa». La confessione ai microfoni della televisione è surreale quanto il tono calmo e distaccato, o le premure riservategli al commissariato dove si è costituito, sotto gli occhi delle telecamere. Quanto basta per sollevare molti dubbi e dare luogo a infinite interpretazioni complottistiche sulla vicenda dell'ex ministro ed ex sindaco di Teheran Mohammad Ali Najafi, un riformista consigliere del presidente Hassan Rohani.

La donna uccisa, l'attrice Mitra Ostad, aveva circa la metà degli anni del sessantasettenne Najafi ed era solita postare immagini romantiche di lei e il marito su Instagram. Ieri il suo corpo senza vita, con due proiettili nel petto, è stato trovato nel lussuoso appartamento che condividevano, nel quartiere di Saadat Abad, nel nord-ovest di Teheran. Poche ore dopo il politico laureato in matematica al Massachusetts Institute of Technology si è consegnato agli agenti e in serata è andato in onda l'incredibile show che lo mostra mentre dà l'incongruente spiegazione di quanto successo.

Successivamente il giornalista che lo aveva intervistato lo smentisce, prendendo in mano disinvoltamente l'arma del delitto, estraendo i proiettili e mostrando che i colpi sparati sono stati ben cinque. Troppi per confermare la versione accidentale della morte. Nel frattempo Najafi, seduto tranquillo alle sue spalle, sorseggia un tè che gli è stato portato dalle guardie.

Nulla di quello che è stato mostrato, insomma, sembra naturale e tutti, a partire dall'arrestato, sembrano recitare una parte. Comprensibile, dunque, l'ondata di reazioni scioccate, scandalizzate ma soprattutto incredule che da ieri sera fioriscono sui social media. Molte delle quali richiamano i trascorsi del consigliere di Rohani, già più volte preso di mira dal fronte conservatore del regime.

Najafi, in passato ministro dell'Istruzione, era stato costretto a dimettersi circa un anno fa da sindaco di Teheran dopo le dure critiche degli estremisti per la sua partecipazione a una cerimonia dove alcune bambine delle scuole elementari avevano ballato. Ma molti sottolineano anche che come primo cittadino della capitale aveva denunciato il malaffare e la corruzione nella compravendita di beni immobili da parte di affaristi legati al regime.

Quanto basta, secondo questi utenti dei social, per evocare lo spettro di un complotto ordito dai servizi d'intelligence. E qualcuno si spinge ad ipotizzare che la vittima, sposata da Najafi come seconda moglie ma senza divorziare dalla prima grazie alla legge sulla poligamia, fosse essa stessa un'agente dei servizi segreti messa al fianco del politico scomodo.

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