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ITALIA
11.03.2019 - 15:570
Aggiornamento : 17:09

Sentenza choc per stupro: «Troppo brutta, al giovane la ragazza neppure piaceva»

Nelle motivazioni della sentenza della Corte d'appello di Ancona i giudici hanno fatto riferimento all'aspetto fisico della vittima

ROMA - Il ministero italiano della giustizia si muove sul caso della sentenza della Corte d'appello di Ancona, relativa a un'accusa di violenza sessuale su una giovane, nelle cui motivazioni i giudici hanno fatto riferimento all'aspetto fisico della vittima. Stamani, infatti, è stato chiesto agli uffici dell'ispettorato del ministero di svolgere i necessari accertamenti preliminari in merito alla sentenza, ha appreso l'agenzia di stampa italiana Ansa.

La sentenza, redatta da tre giudici donna, ha fatto discutere proprio per le affermazioni contenute nella motivazioni. Il caso è emerso dopo che la Cassazione ha deciso di annullare la decisione di secondo grado e ha disposto un nuovo processo d'appello.

Nelle conclusioni della sentenza d'appello si legge che «in definitiva, non è possibile escludere che sia stata proprio lei a organizzare la nottata 'goliardica', trovando una scusa con la madre» e si afferma che al giovane «la ragazza neppure piaceva, tanto da averne registrato il numero di cellulare sul proprio telefonino con il nominativo di 'Nina Vikingo', con allusione a una personalità tutt'altro che femminile, quanto piuttosto mascolina, che la fotografia presente nel fascicolo processuale appare confermare».

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