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RUSSIA
17.09.2018 - 20:580

Volo abbattuto: Mosca pubblica prove contro Kiev

Il ministero della Difesa afferma di aver condotto un'analisi esaustiva. Kiev: «Fake del Cremlino»

MOSCA - Mosca torna sull'amara questione del volo MH17, abbattuto mentre si trovava nei cieli ucraini nei giorni più acuti della guerra in Donbass, ribaltando la tesi del Joint Investigation Team a guida olandese, secondo cui il Boeing fu colpito da un missile Buk proveniente dalle forze armate russe «passato» alle milizie ribelli. Il ministero della Difesa, infatti, dice di aver condotto un'analisi esaustiva e di aver dimostrato in modo «inconfutabile» che il razzo in questione non solo apparteneva all'esercito ucraino ma era nelle disponibilità di una unità coinvolta proprio nell'operazione militare in Donbass.

Le «controprove» - «L'Ucraina è responsabile non solo per la tragedia ma anche per aver manipolato le indagini internazionali», ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov nel corso di una lunga conferenza stampa in cui sono state illustrate le «controprove» che dovrebbero scagionare la Russia. La linea difensiva trae le mosse dai due numeri seriali trovati sui frammenti del razzo, uno per il propulsore e uno per l'ugello, pubblicati dal team di investigatori internazionali che ha lavorato all'inchiesta olandese - nella quale la Russia però non ha preso parte.

Mosca sostiene di aver rintracciato il missile - numero di serie 8868720 - e che sarebbe stato prodotto in uno stabilimento militare a Dolgoprudny nella regione di Mosca nel 1986 per poi essere consegnato all'unità militare 20152 situata nell'allora repubblica socialista ucraina. E da allora, per l'appunto, non avrebbe mai lasciato il Paese.

«Video falsificati» - Ma c'è di più. I video usati dagli investigatori come prova che il sistema missilistico fu introdotto in Ucraina nei giorni precedenti la tragedia sarebbero stati «falsificati» attraverso dei software.

Inoltre è comparsa un'intercettazione audio risalente al 2016 in cui il colonnello Ruslan Grinchak, attuale primo vice comandante del comando aereo occidentale delle forze armate ucraine, si lamenta del basso livello di preparazione dei colleghi, impegnati in quel momento nelle esercitazioni «Frontiera-2016» di Odessa. «Ragazzi, se facciamo così ci sarà un altro Boeing malese», esclama parlando con un collega. Frase che per Mosca equivale a un'ammissione di colpa.

«Fake del Cremlino» - Kiev, dal canto suo, ha respinto tutte le accuse liquidandole come l'ennesimo «fake malriuscito del Cremlino». Proprio nel giorno, tra l'altro, in cui il presidente Petro Poroshenko ha firmato il decreto col quale straccia il Trattato di amicizia con la Russia firmato nel 1997. Un gesto accolto con «rammarico» da Mosca, che ora chiede al Joint Investigation Team di acquisire il "nuovo materiale" e tenerne debitamente conto.

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