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GRECIA

Si teme il ritorno degli anni di piombo

Il paese ellenico è di nuovo a rischio eversione. E torna la paura del gruppo "17 Novembre"
Foto d'archivio (Keystone)
Si teme il ritorno degli anni di piombo
Il paese ellenico è di nuovo a rischio eversione. E torna la paura del gruppo "17 Novembre"
ATENE - La Grecia è di nuovo a rischio eversione e ci sarebbero ormai troppi segnali secondo cui i gruppi che puntano a destabilizzare il Paese sono pronti a scatenare ancora il terrore degli "anni di piombo", come nel periodo c...

ATENE - La Grecia è di nuovo a rischio eversione e ci sarebbero ormai troppi segnali secondo cui i gruppi che puntano a destabilizzare il Paese sono pronti a scatenare ancora il terrore degli "anni di piombo", come nel periodo compreso tra la metà degli Anni '70 e la fine dei '90.

Ne sono convinti gli esperti dell'antiterrorismo greco, ma la loro analisi è condivisa in pieno anche dal Dipartimento di Stato americano, che si è detto "profondamente preoccupato" per la recente evasione di Christodoulos Xiros, 55 anni, condannato per appartenenza al gruppo eversivo "17 Novembre", tanto da chiedere alle autorità di Atene di fare il possibile per catturarlo e riportarlo al più presto dietro le sbarre. L'uomo non si è ripresentato alla polizia al termine di una licenza ed è tuttora ricercato.

L'inquietudine di Washington è comprensibile: tra il 1975 e il 2000 il gruppo "17 Novembre" - il cui nome figura tuttora sulla lista dei movimenti terroristici stilata dal Dipartimento di Stato - si rese responsabile in tutto di 23 omicidi tra agenti di polizia, imprenditori greci e diplomatici stranieri, cinque dei quali funzionari dell'ambasciata statunitense ad Atene.

"Siamo profondamente preoccupati del fatto che il terrorista Christodoulos Xiros, un esponente di spicco del gruppo "17 Novembre" che ha ucciso cinque dipendenti dell'ambasciata americana in Grecia, sia evaso", ha detto la portavoce del Dipartimento di Stato, Jen Psaki.

Xiros stava scontando una condanna a sei ergastoli e altri 25 anni di prigione nel penitenziario di Korydallos, alla periferia di Atene, per complicità in sei omicidi, attentati dinamitardi e rapine.

Dal canto loro, gli analisti dell'antiterrorismo greco sembrano sempre più convinti che la recente evasione di Xiros nasconda il tentativo di ricostituzione di una rete di vecchi e nuovi eversori. Negli ultimi mesi, secondo questi esperti, si sarebbe creata una "strana alleanza" fra terroristi della vecchia generazione e nuovi guerriglieri urbani, nella quale giocherebbero un ruolo chiave anche criminali in carcere.

Adesso il timore è che nuove organizzazioni eversive stiano alla ricerca di un personaggio che possa agire come simbolo e catalizzatore per favorire il ritorno del terrorismo in Grecia e per garantire, in questo modo, una sorta di continuità ai "tradizionali" gruppi eversivi greci come "17 Novembre" e "Cospirazione delle cellule di fuoco".

"Xiros non è uno qualsiasi e conosce benissimo gli esplosivi e le tecniche dei terroristi. Adesso sembra che stia cercando di passare queste sue conoscenze alla nuova generazione di giovani guerriglieri", ha detto il giornalista Yannis Pretenderis, un esperto del settore.

Della stessa opinione anche un alto funzionario dell'antiterrorismo, che ha chiesto di restare anonimo, secondo cui Christodoulos Xiros ha 55 anni e, con i 12 anni passati in prigione, è inattivo da 23 anni, per cui non c'è da aspettarsi che prenda un Kalashnikov o un razzo RPG e torni in azione.

La sua evasione è puramente simbolica e, se messa in relazione al recente attacco (all'alba del 30 dicembre) contro la residenza dell'ambasciatore di Germania in Grecia, si comprende che si è trattato di un chiaro messaggio per dire al governo che i gruppi terroristici greci sono tornati sulla scena. Più a lungo Xiros resterà nascosto e più questa ipotesi prenderà consistenza".

ats

 

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