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GIAPPONE

50 milioni di guanti medici saranno rilasciati dalle scorte strategiche

La misura vuole contrastare le preoccupazioni sull'approvvigionamento legate al blocco dello Stretto di Hormuz
Depositphotos (IgorVetushko)
Fonte Ats Ans
50 milioni di guanti medici saranno rilasciati dalle scorte strategiche
La misura vuole contrastare le preoccupazioni sull'approvvigionamento legate al blocco dello Stretto di Hormuz

TOKYO - Il governo giapponese rilascerà 50 milioni di guanti medici dalle scorte strategiche nazionali a partire da maggio, per fronteggiare le preoccupazioni sull'approvvigionamento di dispositivi sanitari derivati dal petrolio, aggravate dalle tensioni in Medio Oriente e dal blocco dello Stretto di Hormuz.

Lo ha annunciato la premier Sanae Takaichi al termine di un incontro ministeriale. La decisione risponde alle richieste di quasi 3.000 tra istituzioni sanitarie e produttori che hanno segnalato difficoltà nelle forniture. «Accoglieremo le richieste delle strutture mediche e rilasceremo i guanti in modo tempestivo», ha dichiarato Takaichi impegnando i ministri competenti a garantire «zero colli di bottiglia» nel settore sanitario.

Le scorte statali, costituite come misura di preparazione pandemica, ammontano a circa 500 milioni di unità. Secondo il Ministero della Salute e del Welfare, la domanda interna mensile di guanti medici si attesta intorno ai 90 milioni di pezzi. Funzionari hanno precisato che ulteriori rilasci dalle scorte potrebbero essere valutati se necessario, segnalando al contempo fenomeni di accaparramento da parte di grandi strutture ospedaliere.

Takaichi ha sottolineato come le interruzioni delle catene di fornitura asiatiche impattino direttamente sulla capacità del Giappone di procurarsi dispositivi essenziali, tra cui componenti per sistemi di emodialisi e contenitori per rifiuti sanitari. Il provvedimento si inserisce in un più ampio sforzo diplomatico ed economico: a metà settimana Tokyo aveva annunciato un pacchetto di sostegno finanziario da 10 miliardi di dollari, destinato principalmente ai Paesi del Sud-est asiatico, per rafforzare le catene di approvvigionamento energetico regionale.

Nonostante il recente cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, permangono incertezze sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il transito globale di petrolio, chiuso dopo gli attacchi congiunti Usa-Israele di fine febbraio.

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